L'AVIAZIONE MILITARE MESSICANA INTERCETTA UNA FORMAZIONE UFO
"La Stampa"
del 12 maggio 2004
Un annuncio senza precedenti
LA DIFESA MESSICANA: "IL NOSTRO INCONTRO CON I DISCHI VOLANTI"

Per la prima volta un'autorità militare rivela l'avvistamento di un Ufo. Il documento è stato consegnato a una tv, che l'ha mandato in onda. Sette punti luminosi hanno circondato l'aereo in missione il 5 marzo.
LOS ANGELES - Siamo a bordo di un Merlin C26, in volo a 3500 metri sopra Ciudad Del Carmen, nello stato di Campeche. Per il maggiore Magdaleno Castañón Muñoz, al comando del bimotore della 501ª squadriglia delle forze aeree messicane impegnato nella sorveglianza degli aerei dei narcotrafficanti, è un volo di assoluta routine, con condizioni meteorologiche ottime a una visibilità del 96%. Ma ecco, alle 17.02, sia sul radar standard che su quello a raggi infrarossi, compaiono due punti che si muovono in modo singolare. Cambiano direzione e traiettoria. Rallentano e improvvisamente accelerano da circa 100 a oltre 600 chilometri l'ora. Soprattutto, anche se sono segnalati a pochi chilometri, nessuno degli otto membri dell'equipaggio riesce a intravederli con i propri occhi. "Juarez, que es?", chiede il comandante all'operatore del radar. "Es un punto", risponde Juarez, aggiungendo che adesso è esattamente dietro di loro. No, si corregge, è alle 7, dovrebbe essere lì, subito dietro quelle nuvole, aggiunge. Nella conversazione registrata i membri dell'equipaggio sono adesso tutti impegnati nell'avvistare i due misteriosi oggetti, quando il tenente German Marin Ramirez interviene con una novità. "Miren, uno, dos, tres, a la misma altura", comunica sconcertato. "Cinco, seis, siete, hay cabron, a la misma altura, son ocho, que barbaridad". Invita i compagni a mettersi le cinture di sicurezza e il comandante, a questo punto, lo implora: "Non spaventarmi".
Potrebbe essere la scena-chiave di un brutto telefilm destinato al mercato latinoamericano, ma l'inspiegabile episodio è avvenuto per davvero il 5 marzo di quest'anno. E non si tratta di uno dei tanti racconti privi di documentazione fatti da uno dei tanti equipaggi aerei che nel corso degli ultimi 50 anni assicurano di avere visto degli Ufo o delle navicelle extraterrestri. Quelle conversazioni sono tutte registrate, così come sono registrati gli avvistamenti dei due radar. Registrazioni che sono state portate all'attenzione dei comandi dell'aviazione messicana e da qui consegnate al generale Clemente Vega Garcia, comandante in capo delle forze armate messicane. Il quale, a sua volta, dopo avere ordinato un'inchiesta, invece di nasconderla o di insabbiarla si è sentito in dovere di dare il materiale a Jaime Maussan, un giornalista della rete tv "Televisa", che lunedì ha mandato in onda uno speciale sull'episodio che ha scosso i suoi concittadini. "Mai in passato le forze armate di un Paese hanno offerto ai media una prova così chiara e irrefutabile", sostiene Maussan, che ha avuto la possibilità non solo di esaminare le registrazioni ma anche di intervistare i membri dell'equipaggio.
Il generale Vega Garcia non ha accettato di farsi intervistare, ma il colonnello Francisco Aguilar, raggiunto per telefono martedì mattina nel suo ufficio alla "Segreteria de Defensa" a Città del Messico, ci ha spiegato che i suoi superiori sono aperti a ogni ipotesi. "Non c'è spiegazione logica", ci ha detto. Quindi confermate? "Confermiamo che abbiamo fornito la documentazione a Maussan e che quegli oggetti non sono stati identificati".
Nel corso della trasmissione si sono viste e ascoltate le comunicazioni tra i membri dell'equipaggio che diventano sempre più concitate, la richiesta di istruzioni sul da farsi alla base, la frustrazione e la paura nel vedere i due puniche si moltiplicano, che riappaiono, che circondano l'aereo per poi svanire tra lo sconcerto dei militari. Tutto documentato tranne un particolare: di che si trattava?
di Lorenzo Soria
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