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Il nostro sistema solare non e' unico nell'universo. Le sonde orbitali della NASA hanno rivelato che nello spazio esistono altri sistemi planetari, alcuni ancora in formazione, altri gia' strutturati come il nostro con pianeti che rivelano di avere atmosfera e acqua. Un certo numero di questi sistemi extrasolari possiedono una stella centrale con caratteristiche molto simili a quelle del nostro sole. |
CENTO DI QUESTI PIANETI
Tanti sono quelli identificati al di fuori del nostro Sistema solare. E in alcuni ci sarebbe acqua, l'ingrediente fondamentale per la vita.
PANORAMA - 10 Ottobre 2002
Il più piccolo supera di quaranta volte la Terra, il più grande addirittura 5.500. Il più vicino al nostro pianeta si trova a soli 8 anni luce. Ma non è tutto: nell'atmosfera di tre di essi sembra esserci acqua e quindi non è da escludersi che esista qualche forma di vita. Fino a 1995 parlare di pianeti al di fuori del Sistema solare sembrava pura fantascienza, poi le cose sono cambiate, perché proprio allora si scoprì il primo "eso-pianeta".
di Luigi Bignami
A distanza di sette anni un gruppo internazionale di astronomi australiani, americani e inglesi, lavorando con il telescopio del New South Wales, in Australia, ha scoperto attorno alla stella Tau Gruis, distante 100 anni luce dalla Terra, il centesimo pianeta extrasolare. Hugh Jones dell'università inglese John Moores di Liverpool, che ha partecipato alla ricerca, ha detto: "Sembra che i pianeti esterni al Sistema solare finora scoperti possano essere divisi in due gruppi: quelli molto vicini alla loro stella e quelli molto distanti. L'ultimo a essere scovato, con una massa pari a 1,2 volte quella di Giove (che è 317 volte più pesante della Terra), appartiene a questa seconda categoria. Ma tutti hanno la caratteristica di essere pianeti giganti". Le loro dimensioni, infatti, vanno da decine a centinaia se non migliaia di volte quelle della terra.
Gentry Lee, del Jet propulsion laboratory della Nasa, spiega: "Il fatto che sino a oggi siano stati scoperti solo pianeti giganti non esclude l'esistenza di corpi più piccoli, come la Terra. Il problema è che la nostra tecnologia non ci permette di rilevarli". Per individuare pianeti extrasolari gli astronomi hanno a disposizione varie tecniche: possono per esempio analizzare le variazioni di intensità della luce o della posizione della stella madre. Queste caratteristiche si producono in seguito alle attrazioni che i pianeti esercitano sull'astro.
Oppure possono confrontare le variazioni di luminosità di una stella per capire se il fenomeno sia da attribuire a un pianeta extrasolare che si frappone fra la stella stessa e la Terra.
Infine, possono smorzare l'intensità della luce emessa dall'astro per mettere in risalto quella riflessa dai pianeti utilizzando il coronografo (una maschera che si mette di fronte alla stella per attenuarne la luce); oppure utilizzare la tecnica del "nulling", che consiste nel catturare immagini della stella da studiare in punti diversi sulla Terra o nello spazio. Queste immagini, opportunamente sovrapposte, rafforzano la luce del pianeta e smorzano di un miliardo di volte quella della stella. Gli ultimi due sistemi si potranno però usare solo quando entreranno in funzione telescopi costruiti ad hoc.
Il ritrovamento dell'acqua su alcuni di questi pianeti giunge a pochi giorni dalla scoperta del centesimo pianeta ed è opera di un ricercatore italiano, Cristiano Cosmovici, bioastronomo del Cnr. Lo scienziato ha puntato il radiotelescopio di Medicina, vicino a Bologna, verso 17 sistemi planetari noti. Lo scopo era cercare le microonde che vengono emesse dalle molecole dell'acqua quando questa è inondata dalla luce infrarossa prodotta dalla stella madre. Tre dei sistemi planetari hanno dato origine a queste emissioni.
"Se il risultato sarà confermato, è stupefacente" ha commentato Geoffrey Marcy, un cacciatore di pianeti all'università della California, a Berkeley. Uno dei sistemi planetari studiato da Cosmovici orbita attorno alla stella Upsilon Andromedae, a 50 anni luce dalla Terra, ed è composto da almeno tre pianeti. Sono tutti giganteschi, simili a Giove, e gassosi, anche se non è da escludere che abbiano un nucleo solido.
Gli altri due sistemi planetari che potrebbero avere acqua sono quello di Epsilon Eridani, una stella molto simile al Sole che si trova a dieci anni luce dalla Terra, e 47 Ursae Majoris. "Va sottolineato che per un pianeta avere acqua non vuol dire possedere sicuramente vita" sottolinea Jones. "Significa tuttavia avere uno degli elementi indispensabili a essa, almeno come la conosciamo noi". Perché un pianeta possa ospitare la vita deve rientrare nella zona abitabile, una fascia attorno alla stella madre che non sia troppo vicina o troppo lontana da essa. Perché altrimenti farebbe troppo caldo o troppo freddo. Inoltre, il pianeta dovrebbe possedere una superficie solida o liquida ed essere circondato da un'atmosfera per proteggere la vita dai raggi ultravioletti. Nel nostro Sistema solare, per esempio, con una stella come il Sole, la Terra cade proprio nel cuore della zona abitabile, che si intende per alcune decine di milioni di Km verso l'esterno e l'interno rispetto all'orbita del nostro pianeta.
I primi cento pianeti scoperti hanno permesso di affinare i calcoli statistici su altri corpi celesti abitabili della nostra galassia. Paul Butler del Caenegie institute ha spiegato : "In base alla nostra proiezione, circa il 12 per cento delle stelle simili al Sole che si trovano nella Via Lattea dovrebbero avere pianeti più o meno come la Terra". Un calcolo che porta a 30 mila il numero di quelli che, nella sola nostra galassia, potrebbero sostenere la vita.
Ma quando avremo la conferma dell'esistenza di pianeti simili alla Terra in altri sistemi solari? Forse già nel 2004 ci saranno i primi interessanti risultati con il lancio del Corot, un satellite dell'Agenzia spaziale francese. Il satellite ospita un telescopio da 30 cm di diametro che tenterà di osservare le variazioni di luce prodotte dal passaggio di pianeti sul disco stellare.
Al Carot seguirà il progetto della Nasa Kepler nel 2005, il Sim nel 2009 e altri fino al Darwin, un progetto dell'Esa che dovrebbe attuarsi attorno al 2016-17: grazie a sei telescopi posti in orbita che lavoreranno in tandem, sarà possibile cogliere anche le prime fotografie di pianeti extrasolari.
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La ricerca sui pianeti extrasolari si e' svolta in una dimensione pionieristica ed entusiasmante di cui ricordiamo i primi passi realizzati:
Pianeti n. 2, 3, 4
Pianeta n. 5
Pianeta n. 6
Pianeti n. 7, 8
Pianeta n. 9
Pianeti n. 10, 11
Pianeta n. 12
Pianeta n. 13
Pianeta n. 14
Pianeta n. 15
Pianeta n. 16
Pianeti n. 17, 18, 19 (appartengono ad uno stesso sistema extrasolare)
Scopritore: Donald McCarty, astronomo dell'osservatorio di Kitt Peak, Universita' dell'Arizona, USA
Annuncio dato dalla National scienze foundation degli USA.
Il pianeta si trova nella costellazione del Serpentario, tra Sagittario e Scorpione e
prende il nome di: VB 8 B. Orbita a 900 milioni di km, intorno a una stella debole, la Van Briesbroeck, distante dalla Terra 21 anni luce.
Il metodo usato e' la tecnica di interferometria della granulosita' a mezzo di due
telescopi a raggi infrarossi.
Il pianeta e' stato identificato come una gigantesca sfera di gas caldo come una fornace
con temperature di superfice superiori ai mille gradi centigradi.
Possiede un diametro di 150 mila km, e' di poco inferiore alle dimensioni di Giove, e con una massa da 10 a 50 volte superiore.
Scopritore: Alexander Wolszczan della Penn State University, USA a mezzo del radiotelescopio
di Arecibo in Portorico.
Ha rilevato tre pianeti che orbitano, in un vero e proprio sistema solare, intorno a una
pulsar, la PSR1257+12, nella costellazione della Vergine a 1000 anni luce dalla Terra.
1 PIANETA: PSR1257+12 B
2 PIANETA: PSR1257+12 C
3 PIANETA: PSR1257+12 D
Due dei pianeti sono grandi quanto la Terra ma con una massa tre volte superiore,
il terzo e' grande come la Luna. Intorno ad altre 2 pulsar e' stata rilevata la presenza
di ulteriori pianeti attraverso le anomalie orbitali che essi producono sulle stelle.
Rilevato un pianeta denominato Gliese 229 B a 18 anni luce dalla Terra (L sua stella e' tipo spettrale M1V)
Scopritori: Michael Mayor e Didier Queloz dell'Osservatorio di Ginevra.
Hanno rilevato un pianeta nella costellazione di Pegaso che hanno denominato: 51 Pegasi B.
Il pianeta orbita intorno a 51 Pegasi (tipo spettrale G2-3V) della costellazione di Pegaso,
una stella simile al Sole visibile ad occhio nudo e distante 40 anni luce dalla Terra.
Il pianeta ha una massa meta' di quella di Giove e dista dalla stella 7,5 milioni di km.
Notizia data al Congresso Nazionale della American Astronomical Society.
Sono stati rilevati due pianeti, uno nella costellazione della Vergine, l'altro nella
costellazione dell'Orsa Maggiore.
1 PIANETA: 70 Virginis B.
Orbita intorno alla stella 70 (tipo spettrale G5V) della costellazione della Vergine
a 80 anni luce dalla Terra e mostra le condizioni ideali per la formazione dell'acqua.
La sua massa sarebbe 9 volte quella di Giove con una temperatura media di 85 gradi
centrigradi che permetterebbero la presenza di acqua.
2 PIANETA: 47 Ursae Majoris B.
Orbita intorno alla stella 47 (tipo spettrale G0V) della Costellazione dell'Orsa Maggiore
a 46 anni luce dalla Terra. La sua massa sarebbe 3 volte Giove con condizioni che
permetterebbero la presenza di acqua.
Entrambe le dimensioni dei pianeti sarebbero simili a quelle di Giove.
FONTE:
Rilevato il pianeta: Rho1 Cancri B a 46 anni luce dalla Terra (tipo spettrale G8V).
Il pianeta ha 0.9 la massa di Giove.
Scopritori: George D. Gatewood dell'Allegheny Observatory e la sua equipe. La scperta e'
stata annunciata l'11 giugno 1996 all'American Astronomical Society.
I due pianeti sono stati rilevati in un sistema solare della stella Lalande 21185
(tipo spettrale M2V), la sesta stella piu' vicina al sole, una stella nana distante 8.2
anni luce dalla Terra, a 7.5 di magnitudine.
1 PIANETA: Lalande 21185 B.
Il pianeta ha 1.1 la massa di Giove e orbita intorno alla stella alla distanza di
Saturno dal nostro sole (a 11 unita' astronomiche).
2 PIANETA: Lalande 21185 C.
Il pianeta ha 0.9 la massa di Giove e si muove in un'orbita molto piu' interna (a
2.2 unita' astronomiche).
Scopritori: Bill Cochran dell'Universita' del Texas e Geoffrey Marcy
della San Francisco State University.
La notizia e' stata data durante un convegno scientifico tenuto al centro AMES della NASA
in California.
Il pianeta orbita intorno alla stella 16 Cygni B (tipo spettrale G2.5V) distante 70 anni luce dalla Terra. Ha le dimensioni di poco superiori a quelle di Giove.
PIANETA: Rho CrB
Nella costellazione Aurora Borealis, a 57 anni luce dalla Terra, orbita intorno a una stella di tipo spettrale GO (gi-o)
PIANETA: Tau Boo
Nella costellazione di Bouvier, a 49 anni luce dalla Terra, orbita intorno a una stella di tipo spettrale F7.
Fonte: Hubble Space Telescope, fotografato con la camera a infrarossi.
PIANETA: TMR-1C
Orbita intorno a un sistema stellare binario nella costellazione del Toro a 450 anni luce dalla Terra. Possiede due o tre volte la massa di Giove. Sembra legato al sistema binario da un filamento di luce lungo 130 bilioni di miglia.
Fonte: Congresso di astronomi a Wellington, USA, da un gruppo di neozelandesi, giapponesi, australiani e americani.
Si trova alla distanza di 30.000 anni luce ed ha la massa leggermente superiore a quella della Terra. Orbita alla distanza eguale a quella terrestre.
Fonte: Universita' della California, Geoffrey Marcy e Paul Butler dell'Osservatorio di San Francisco. Confermato dal Centro di Astrofisica dell'Harvard Smithsonian Institute di Cambridge in USA.
1 PIANETA: il piu' vicino alla stella, ha massa equivalente a tre quarti quella di Giove. Compie un'orbita in cinque giorni.
2 PIANETA: ha una massa doppia a quella di Giove. Compie la sua orbita in 242 giorni.
3 PIANETA: il piu' lontano, a 300 milioni di chilometri dalla stella. Ha una massa quadrupla di quella di Giove. Compie un'orbita in quattro anni.
I tre pianeti ruotano intorno alla stella Upsilon Andromedae, simile al Sole, della Costellazione di Andromeda a 44 anni luce dalla terra.
La loro presenza e' stata rilevata con metodi indiretti, come oscuramento della stella al loro passaggio e misurando le sue iregolarita' orbitali.