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AREA 51 Anche Bush conferma il segreto
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Invocando il livello più alto di sicurezza nazionale il presidente americano, George Bush, ha rinnovato a inizio mese il segreto assoluto che protegge ogni tipo di attività svolte nella base del Nevada costruita sul Groom Lake, altrimenti nota come Area 51 ovvero il luogo circondato dal mistero dove il Pentagono è stato accusato di custodire ciò che sa della vita extraterrestre.
Da quando nel 1955 il presidente Bill Clinton per la prima volta firmò il top-secret ammettendo l'esistenza di una base di cui si negava persino l'esistenza, l'Area 51 è divenuta un punto di attrazione per appassionati e curiosi, riusciti in più occasioni a scattare foto di oggetti assai simili ai dischi volanti.
A svelare la posizione della base furono foto satellitari scattate dai sovietici nel luglio del 1988, divenute di pubblico dominio due anni dopo. Dal segreto svelato alla commercializzazione il passo è stato breve. L'autostrada 375 che passa accanto all'Area 51 è stata intitolata agli extraterrestri e transitando vicino all'entrata si trovano decine di bancarelle che offrono coloratissime maschere marziane nei pressi di cartelloni pubblicitari con gigantesche immagini di dischi volanti.
Le autorità del Nevada hanno trasformato l'Area 51 nella gita fuoriporta di chi va a giocare a Las Vegas - da dove dista meno di 150 km - ma l'atmosfera da bazar si ferma al recinto esterno. La base dai molti soprannomi: "Terra dei Sogni", "Scatola", "Ranch" - è stata costruita su un lago essiccato e non può essere visitata, sorvolata da aerei e neanche osservata a distanza, pena l'incriminazione per violazione della sicurezza nazionale.
A condurre una solitaria battaglia per far cadere il segreto è Jonathan Turley, docente di legge alla George Washington University ed avvocato dal 1994 delle vedove di due operai del vicino centro di Rachel che morirono dopo essere stati esposti a un materiale altamente tossico proveniente dalla base militare. Proprio per evitare che Turley obblighi in tribunale il Pentagono a svelare cosa avviene nell'Area 51 Clinton pose il segreto che adesso Bush ha deciso di rinnovare parlando di "straordinarie" ragioni. La direttiva presidenziale impedisce infatti di rivelare alcunché e quindi esenta anche l'Us Air Force dal dover spiegare quali tipi di materiali gettati in una discarica presso Rachel uccisero i due uomini. Per Turley "Bush oggi come Clinton ieri si sono assunti la responsabilità di tacere sui crimini commessi impedendo al pubblico di sapere cosa avviene lì dentro". Dietro gli otto anni di battaglia legale fra l'avvocato delle Signore Helen Frost e Stella Kasza e la Casa Bianca c'è la "United States Air Force Flight Test Center" - come si chiama ufficialmente la base - creata nel 1954 per eseguire i test dell'aereo spia U-2 e da allora adoperata per mettere a punto i velivoli più segreti dell'aeronautica militare: dall'A-12 al cacciabombardiere invisibile F-117A fino ai droni D-21 di ultima generazione, adoperati in Afghanistan, Yemen ed Iraq per dare la caccia a leader taleban, terroristi di Al Qaeda e fedelissimi di Saddam Hussein.
Nel 1980 la base aumentò di dimensioni perché venne allungata la pista di atterraggio, che ora mi-sura quasi 10 km. fu allora che vennero osservate da lontano delle luci misteriose che sollevarono la curiosità del pubblico e obbligarono le autorità a chiudere i punti di osservazione panoramici che si trovano nelle vicinanze. Le foto sovietiche mostrano in superficie, oltre alla pista, diverse installazioni ed una stazione radar di grandi dimensioni.
Ad alzare il velo sui misteri - veri o presunti - dell'Area 51 è stato nel 1989 il fisico Bob Lazar, raccontando di aver lavorato alla "Base Sud-4" dell'Area 51e di aver scoperto che i test di aviogetti estremamente avanzati avvenivano sulla base di dischi volanti ottenuti negoziando con gli alieni. Lazar mostrò immagini dei dischi volanti spiegando che usavano un particolare carburante denominato "Elemento 115" e che provenivano dal sistema stellare "Zeta Reticuli". Lazar però non ha mai spiegato cosa l'America avrebbe dato in cambio per poterli ottenere.
Alla base della teoria sulla presenza di extraterrestri nell'Area 51 c'è quanto avvenne nel luglio del 1947 a Roswell, una piccola località del New Mexico, dove alcuni residenti dopo aver ascoltato una violenta esplosione notturna trovarono al mattino una notevole quantità di strani detriti dotati di particolari proprietà, come ad esempio liquefarsi "come acqua" se gettati contro una superficie solida.
La zona venne recintata dalle autorità e testimoni dissero di aver visto entrare del personale di emergenza che avrebbe soccorso degli "umanoidi", uno dei quali sarebbe stato ancora in vita, morendo in seguito ad un lungo periodo di malattia. Il colonnello Blanchard, comandante del Roswell Army Air Field, diffuse un comunicato stampa nel quale parlò di "disco volante" ed affidò l'indagine a due suoi ufficiali, il maggiore Jesse Marcel ed il capitano Sheridan Cavit. Alla fine la spiegazione ufficiale dell'incidente di Roswell fu che si trattava di una sonda meteo precipitata ma i dubbi non sono mai stati dissipati del tutto, anche perché alla fine degli anni Settanta Jesse Marcel decise di rompere il silenzio ed inoltre venne alla luce un filmato in cui si vedeva uno degli "umanoidi" steso su un lettino.
A rafforzare la convinzione di chi crede nella teoria di La-zar sul negoziato con gli Ufo c'è una coincidenza: gli aerei che trasportano il personale da e per l'Area 51 decollano a Las Vegas da una pista che ha sullo sfondo la copia della piramide di Giza, un obelisco e una sfinge simile a quella egizia.
corrispondente da New York
La Stampa - 23 settembre 2003
BENTORNATO UFO
"Rieccoli" gli extraterrestri, segnalate addirittura basi aliene ad Aviano, mentre la scienza scandaglia il cielo
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Ma gli alieni che volano a bordo degli UFO dalle parti di Aviano, si rendono conto che siamo in piena siccità e che abbiamo bisogno di acqua? Macchè. Guardano, girano, si fanno vedere, ma nemmeno una goccia di pioggia. Francamente, ci aspettavamo di più da loro, che pure hanno viaggiato attraverso il cosmo e di tecnologie superpotenti dovrebbero intendersene.
Così, invece, dobbiamo accontentarci dell'UFO estivo, puntuale come il solleone. L'altro ieri, infatti, l'agenzia ANSA batteva un lungo racconto della presenza di "due basi creati dagli extraterrestri nel sottosuolo della fascia pedemontana portedonese, non distante dalla base Usaf di Aviano". E naturalmente ci sono "foto con tanto con tanto di certificato per provarlo".
A raccontarci questa sconvolgente presenza è il professor Antonio Chiumento, docente di matematica appassionato ufologo. Così appassionato che ha già presentato a più riprese sulle riviste ufologiche italiane le foto degli alieni che adorano le colline di Pordenone.
La certificazione è di un signore della stessa città , Uliano Monti, "specializzato in ingegneria fotografica" che ha controllato le foto scattate dal testimone fortunato della presenza aliena: un giovane operaio "che intende mantenere l'anonimato".
Chiumento segnala ogni estate, da anni, la presenza di UFO qua e là nel Veneto, da Latisana a Villa Santina, ma finora solo i giornali locali gli hanno riservato un pò di spazio. Televisioni, radio e giornali nazionali hanno tenuto uno scettico silenzio.
Diciamocelo: gli UFO non tirano più. Sta accadendo anche da noi il fenomeno che ha già colpito gli USA, ma solo a metà. Gli UFO "nascono" infatti ufficialmente nel 1947, quando un pilota privato americano, Kenneth Arnold vede in cielo 9 sagome piatte. Da allora, per anni, negli Stati Uniti gli avvistamenti si sprecano. Poi cessano. Nessuno vede, ma sempre più persone sostengono di essere state rapote dagli UFO. Spesso aiutate da psicologi 'fai da te' che spiegano così le turbe psichiche dei pazienti.
Da noi, niente rapimenti. E niente sette, se si escludono i raeliani (quelli del falso annuncio dei bambini clonati) convinti che l'umanità sia una clonazione degli alieni. Soprattotto, niente sette come quella degli Haven's Gate che portò sei anni fa al suicidio 37 persone convinte di raggiungere così l'astronave aliena in coda alla cometa Hale-Bopp che passava vicino alla Terra.
Ma se i media italiani snobbano gli UFO, così non fanno gli editori. Sono decine i libri su questa materia pubblicati in Italia negli ultimi anni. E ci sono anche fior di riviste, spesso in lotta fra loro.
Per chi però volesse leggere qualcosa di diverso - cioè un esame scientifico delle affermazioni ufologiche - può accomodarsi in una scarna ma agguerrita letteratura. Da "Incontri ravvicinati?", a cura di Massimiliano Teso (Avverbi edizioni), al quaderno del CICAP "UFO" curato da Marco Moricutti.
Il bello è che, nel frattempo, la scienza sta cercando gli extraterrestri, convinta di non trovarli in collina. Il progetto SETI sta ispezionando milioni di segnali radio dallo spazio profondo sperando di inbattersi in qualche cosa di "non naturale".
Il telescopio spaziale Hubble ha già rilevato la presenza di oltre cento sistemi solari oltre al nostro. Nel giro di sei anni, l'Agenzia spaziale europea manderà nello spazio due sonde in grado di vedere anche pianeti rocciosi e piccoli come la Terra.
Infine, da qualche anno sono oltre il sistema solare le due sonde americane Voyeger I e II che contengono un disco d'oro con le coordinate della Terra e una serie di messaggi registrati per eventuali civiltà extraterrestri. Solo, sarà un viaggetto lungo: devrebbero arrivare vicino alla prima stella tra 35.000 anni.
di Romeo Bassoli
Il Messaggero - 14 luglio 2003
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GLI EUROPEI ANDRANNO A CACCIA DI PIANETI
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Sono oltre cento i pianeti extrasolari già avvistati dai telescopi. Ma per ora sono tutti incompatibili con la vita. Per un motivo fondamentale: con i mezzi che abbiamo possiamo osservare solo giganti gassosi come Giove. Ma l'Agenzia spaziale europea lancerà fra qualche anno due "cacciatori di pianeti".
Il primo, "Eddington" sarà un fotometro in grado di vedere pianeti anche più piccoli della Terra.
Il secondo, che si chiamerà Darwin, sarà un insieme di otto satelliti che funzioneranno come un grande telescopio unico capace di vedere nella radiazione infrarossa.
Individuato un pianeta, sarà in grado di fotografare la sua atmosfera dicendoci se esistono gli elementi necessari alla vita: carbonio, idrogeno, metano.
Intanto, da un convegno dell'ESA è venuta una descrizione di un nuovo tipo di pianeti compatibili con la vita. Non una Terra 2 ma pianeti potrebbero avere sei volte la massa della Terra, pur "concentrata" all'interno di un pianeta grande solo il doppio. Avrebbero un'atmosfera e orbiterebbero alla stessa distanza dal Sole della Terra.
La loro caratteristica fondamentale sarebbe però la presenza di un oceano che copre L'intera superficie, profondo 25 volte di più di quelli terrestri.
di Chiara Palmerini
Il Messaggero - 14 luglio 2003
A CACCIA DI MONDI SIMILI ALLA TERRA
Oltre 100: tanti sono i pianeti individuati al di fuori del sistema solare. Su qualcuno petrebbe esserci vita? Risponde un'astrofisica che da anni li studia.
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Fino a poco tempo fa la possibilità di trovare altri pianeti al di fuori del Sistema solare sembrava remota. Oggi l'elenco supera il centinaio. E se ne scoprono sempre di nuovi. Ma che tipo di pianeti sono? E in quali di loro la vita potrebbe svilupparsi? Risponde Giusi Micela, esperta planetologa all'osservatorio astronomico di Palermo, dove su questo tema ha organizzato un convegno internazionale.
Quanti sistemi planetari oltre il nostro sono stati scoperti?
Finora sono stati osservati più di cento sistemi planetari extrasolari. Il più vicino credo sia quello intorno alla stella Epsilon Eri, a circa 10 anni luce da noi, mentre la maggior parte si trova molto più lontano, fino a 100 anni luce dal Sole. In linea di principio tutte le stelle come il Sole potrebbero avere pianeti. Una risposta certa la darà, forse, la missione Eddington.
Di che cosa si tratta?
E un telescopio che sarà masso in orbita nel 2007 dall'Agenzia spaziale europea. per tre anni guarderà verso una regione di cielo ininterrottamente, allo scopo di osservare i transiti dei pianeti davanti al proprio Sole.
Il più strano tra i pianeti extrasolari?
Per esempio uno con due soli, come il sistema Gliese 86 nella costellazione dell'Eridano, a oltre 35 anni luce da noi.
Come funziona un pianeta con un sistema planetario così bizzarro?
Non si sa con certezza. Riceverebbe, rispetto alla Terra, una quantità di energia molta più elevata. Se la distanza tra il pianeta e la stella è molto più breve di quella tra le due stelle, il pianeta ruota attorno a una delle due, vedendo l'altra come un astro secondario. Se poi i soli fossero vicini, potrebbe esserci uno scambio di massa fra i due: e il pianeta potrebbe essere inghiottito dalle stelle.
Come si individua un corpo celeste attorno a una stella?
Non possiamo osservare il pianeta di una stella diversa dal Sole, perchè la luce dell'astro lo impedisce. Usiamo metodi indiretti: se un pianeta ruota attorno a una stella, ne modifica, anche di poco, il moto. Osservando le variazioni di velocità si risale alla presenza del pianeta. In questo modo abbiamo scoperto numerosi pianeti massicci come Giove o Saturno. Ma non è possibile individuare quelli come la Terra, perchè la loro influenza sulla stella è piccola.
Ma come si capisce se in pianeta è abitabile o meno?
Lo è se ha le condizioni ritenute fondamentali per la presenza della vita:temperatura che consenta la presenza di acqua liquida, fra 0 e 100 gradi, superfice rocciosa e gravità nè troppo alta nè troppo bassa, in modo da creare un atmosfera. Inoltre la sua massa deve essere compresa fra metà e 10 volte quella terrestre.
A parte la Terra, sono stati individuati pianeti abitabili?
Per ora solo pianeti molto massicci, come Giove o Saturno, non adatti alla vita. L'eddington dovrà cercare quelli abitabili. La precisione con cui misurerà la luce stellare è elevatissima, perchè sarà al di là dell'atmosfera.
Immaginiamo un pianeta abitabile. Che tipo di vita potrebbe nascere?
Con forme anche molto diverse da quelle che conosciamo. Per avere una risposta bisognerà aspettare il lancio dei Darwin: otto satelliti che, a partire dal 2015, saranno in grado di riconoscere pianeti solidi da quelli gassosi, e di trovare eventuali tracce di ossigeno.
La sua opinione su Marte: potrebbe esserci stata vita, in passato?
Marte è al margine della zona abitabile del Sole e, considerato che la stella nella sua evoluzione ha cambiato e cambierà luminosità, Marte può essere stato un pianeta abitabile. E forse, all'inizio, potrebbe avere ospitato la vita.
di Antonio De Blasi
Panorama - 3 luglio 2003
PER LA MATEMATICA ESISTONO 128 CIVILTÀ EXTRATERRESTRI
Sorprendente conclusione di uno studio di teoria probabilistica
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E' matematicamente certa l'esistenza di altre vite intelligenti nell'universo. Sapevamo che la matematica dimostrava tante cose, non sapevamo ancora che potesse dimostrare l'esistenza degli extraterrestri.
Lo statistico americano Amir Aczel in "Probabilty 1" (Harcourt Brace & Company) si avventura a dimostrare che è matematicamente certa l'esistenza di altre vite intelligenti nell'universo. L'equazione dell'astronomo Drake isola in termini matematico-probabilistici i fattori utili a quantificare il numero delle civiltà che si sarebbero sviluppate nella nostra galassia.
Secondo Drake questo numero, N. dipende da: 1) il numero di stelle nella galassia N(g); 2) la frazione di stelle con pianeti f(p); 3) il fattore ambientale n(e); 4) la frazione di pianeti con vita f(l); 5) la manifestazione di vita intelligente f(i); 6) la frazione di pianeti in grado di comunicare f(c); 7) la longevità delle civiltà L. Il numero N di civiltà oggi esistenti nella nostra galassia sarebbe dato da:
N = N (g)f(p)n(e)f(l)f(i)f(c)L.
La determinazione di N, mediante la moltiplicazione di questi sette fattori, segue la stessa impostazione per calcolare la probabilità di vincere la lotteria: la probabilità di vincita è eguale alla probabilità di estrazione della nostra serie su tutte le serie vendute, moltiplicata la probabilità di estrazione del numero indicato nella nostra serie su tutti i biglietti venduti di quella serie.
Il numero di stelle nella nostra galassia è stimato in 300 miliardi circa, ma il numero di quelle con le caratteristiche del Sole sarebbe 5% circa, quindi N(g) sarebbe pari a 15 miliardi. La probabilità che una stella abbia un pianeta secondo l'astronomo Mayor, che ha scoperto il primo pianeta extrasolare, è 1, la certezza piena, Aczel la considera fra 0,5 e 1.
Al minimo avremo quindi 7,5 miliardi di pianeti sotto osservazione. Per quanto attiene l'ambiente, n(e), gli scienziati intervistati da Aczel ritengono che la frazione di pianeti con la chimica adeguata per far scattare la lotteria del DNA possa essere stimata in 10%, e il numero dei pianeti d'interesse scenderebbe così a 750 milioni.
Le ricerche di Drake danno una stima dei pianeti con vita, f(l), nell'ordine di 10-20%, attestandoci a 10%, questi pianeti sarebbero almeno 75 milioni. Non sappiamo ancora come scocca la scintilla della vita intelligente: un colpo di fortuna, o un qualcosa di iscritto nel processo evolutivo.
La probabilità dell'evoluzione di una vita intelligente viene considerata non inferiore a 10%, per cui i pianeti f(i) sarebbero 7,5 milioni. Poiché le civiltà egiziane, greche, cinesi, o maya non disponevano delle possibilità di comunicare con altri mondi, si può considerare f(c) come una sorta di quoziente di sviluppo tecnologico.
Nell'equazione di Drake il fattore longevità ricorda che civiltà molto evolute si possono autodistruggere. Le stelle più vicine al nostro sistema solare, il gruppo Alfa Centauro, distano dalla Terra 4,3 anni luce. In un secondo la luce percorre 300.000Km, un jet terrestre alla velocità di 800Km all'ora impiegherebbe 8 milioni di anni per raggiungere Alfa Centauro. Il diametro della nostra galassia è superiore ai 200.000 anni luce ed occorrono 50.000 anni perché la luce dal centro della Via Lattea arrivi alla Terra.
Se dovessimo ricevere un segnale inviato da un'altra civiltà "solo" 100-200 anni fa è possibile che dopo d'allora quella civiltà si sia estinta. L'intervallo di tempo trascorso fra l'invenzione di Marconi e Hiroshima mostra la sensibilità nei tempi astronomici del fattore di longevità L. Considerando la probabilità dei fattori, f(c) e L, fra il 3,5 - 4% ciascuna, si arriva a stimare in circa 10.000 le civiltà con le quali potremmo comunicare.
Ma nei calcoli gioca anche un altro fattore: la tentazione di aggiustare, da parte di Drake e Aczel, i valori di probabilità per dimostrare le proprie tesi. Se abbattiamo di 50 volte i sette valori stimati nell'equazione di Drake, 10.000 viene diviso per 50 elevato alla settima potenza (507), allora la certezza di avere 10.000 civiltà intergalattiche si dissolve nell'evanescente probabilità di 1/78.125.000 di averne una. Nell'universo ci sono decine di miliardi di galassie, la più vicina, Andromeda, dista da noi 2,2 milioni d'anni luce.
Applicando la probabilità 1/78.125.000 a 10 miliardi di galassie - con lo stesso metodo che dà il risultato approssimato di 50 teste in 100 lanci di una moneta, più avanti andiamo con i lanci sempre più vicino alla frequenza attesa, 100 x 0,5 = 50 - avremmo (10 miliardi x 1/78.125.000) 128 extragalattiche al momento esistenti. E in questo folto gruppo la probabilità di rappresentare noi terrestri la civiltà più evoluta sarebbe ùinferiore a 1% (1/129): se nell'universo non siamo soli, quasi sicuramente non siamo i più intelligenti.
di Ennio Falabella
LIBERO - Lunedì 24 marzo 2003
PARABOLE UNITE A CACCIA DI E.T. Collegate insieme, lavoreranno in modo cento volte più veloce di ora.
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La ricerca degli alieni riparte. Gli astronomi del Seti, programma per la ricerca di intelligenze extraterrestri, nato oltre 30 anni fa e sopravvissuto fra difficoltà e tagli di finanziamenti, stanno costruendo un nuovo radiotelescopio per scandagliare il cielo. L'idea è collegare un gran numero di parabole come quelle usate per ricevere i canali satellitari e farle funzionare all'unisono. I lavori per l'Allen telescope array dovrebbero iniziare ad aprile a Hat Creek, California settentrionale. "Finalmente" ha detto Woody Sullivan, astronomo dell'università di Washington, "abbiamo tecnologia tutta per il Seti". Un lusso, visto che i ricercatori dovevano elemosinare il tempo per le osservazioni dagli altri telescopi.
Fino a oggi il maggior numero di parabole collegate a formare un radiotelescopio è quello del Very large array, New Mexico, formato da 27 antenne di 25 metri di diametro ciascuna, costato centinaia di milioni di dollari. Il Seti, che può contare su fondi assai più scarsi, sta mettendo su una collezione di 350 parabole di 6 metri di diametro l'una. Tre sono state installate e hanno dimostrato di funzionare insieme. E' stato il passo più importante. "Messe giù le prime tre" ha commentato l'astronoma Jill Tartar, la ricercatrice cui è ispirato il personaggio interpretato da Jodie Foster nel film Contact, "le altre 347 seguiranno".
Una volta completato, nel 2005, l'Allen telescope array permetterà una ricerca di segnali 100 volte più veloce di adesso. "Penso sia il primo strumento" ha detto al New Scientist ottimista l'astronomo Seth Shostak "che ci dà qualche chance di captare un segnale durante l'arco delle nostre vite".
PANORAMA - 13 marzo 2003
GLI UFOLOGI RUSSI: SADDAM SI E' ALLEATO CON GLI ALIENI per questo Washington ha deciso di attaccarlo
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Una astronave aliena schiantatasi nel deserto iracheno nel 1991 sarebbe stata "l'inizio di una alleanza tra Saddam Hussein e gli extraterrestri" alla quale George W. Bush avrebbe ora dichiarato guerra. E' quanto suggeriscono, tra fantascienza e delirio, il quotidiano online "Pravda" e gli ufologi russi. Il quotidiano ha pubblicato un lungo articolo intitolato "Saddam Hussein e' in possesso di un UFO?" nel quale riferisce l'abbattimento, da parte delle forze armate americane, di un "oggetto volante non identificato" sopra il territorio iracheno durante l'operazione "Desert Storm" nel 1991. Quindi riferisce, non senza qualche dubbio, l'ipotesi che Saddam Hussein possa essersi impadronito dell'UFO abbattuto in Iraq, forgiando una alleanza con gli Alieni sopravvissuti, che sarebbe la vera ragione della guerra che Bush vuole lanciare contro Baghdad.
LA STAMPA - domenica 9 febbraio 2003
BUSH ORDINA: CERCATE GLI ALIENI
Stanziati tre miliardi di dollari in cinque anni (USA)
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New York - "Forse la nozione che "là fuori c'è qualcosa" è più vicina alla realtà di quanto avessimo immaginato". Non stiamo citando la prima riga del prossimo romanzo di Arthur Clarke o Ray Bardbury, e neppure la battuta di un nuovo film di George Lucas o Steven Spielberg. Questo è un passaggio del bilancio presentato lunedì scorso dal presidente americano Bush che si intitola così: "Dove sono i veri alieni spaziali?". Sì, il documento che assegna le risorse economiche pubbliche che il prossimo anno, la "Finanziaria" degli Stati Uniti, stanzia un po' di soldi anche per andare a cercare gli extraterrestri.
Il testo, che distribuisce 2,23 trilioni di dollari e prevede di creare un deficit di 307 miliardi per il 2004, trova lo spazio per occuparsi anche di un problema che affascina da sempre gli esseri umani. Finora, nonostante vari avvistamenti più o meno contestati, gli scienziati non sono riusciti a trovare le prove incontrovertibili dell'esistenza degli alieni. Però, come nota il bilancio americano, le scoperte fatte nell'ultimo decennio indicano che i "mondi abitabili" nello spazio potrebbero essere molto più numerosi di quanto non si pensasse prima. "Nonostante tutti gli alieni - dice il testo - che compaiono nei film e nei libri di fantascienza, noi dobbiamo ancora trovare la prova definitiva della vita, anche solo microbi, ovunque nell'universo oltre la Terra. I ricercatori, però hanno trovato la vita in ambienti molto inospitali sul nostro stesso pianeta, e ciò allarga la gamma di luoghi in cui essa potrebbe esistere".
Le ultime novità citate dal bilancio del presidente Bush includono il ritrovamento su Marte e sulle lune di Giove di grandi riserve di acqua, elemento chiave della vita. Gli astronomi, poi, stanno individuando una serie di pianeti fuori dal sistema solare, tra i quali circa 90 stelle che hanno almeno un corpo celeste orbitante intorno a loro. Il documento deduce che se c'è l'acqua, e se esistono sistemi simili al nostro, è plausibile presumere che ci sia anche la vita, e quindi stanzia fondi per andarla a cercare. Non si tratta di molti soldi, perché in totale vengono messi a disposizione 279 milioni di dollari per il 2004 e tre miliardi nel prossimo quinquennio per varare il Progetto Prometheus. Però l'impegno politico è significativo, proprio nei giorni in cui gli Stati Uniti sono scossi dal disastro dello Shuttle Columbia. Infatti questo progetto comprende la costruzione del Jupiter Icy Moons Orbiter, ossia "una missione che condurrà studi estesi e approfonditi delle lune di Giove, che potrebbero ospitare oceani sotterranei e quindi avere importanti implicazioni nelle ricerche della vita oltre la Terra".
Bush, del resto, aveva già dimostrato interesse per questi temi nel passato, soprattutto quando a settembre aveva confermato la direttiva del suo predecessore Clinton per mantenere la segretezza sulle attività della base dell'Air Force a Groom Lake, in Nevada. Questa struttura, nota anche come Area 51, serve per i test di prototipi aeronautici segreti, ma secondo gli ufologi nasconde pure tutti i materiali raccolti dal governo sull'esistenza degli alieni. Il Presidente non ha voluto alzare questo velo di sospetto e curiosità, e non è il solo a voler cercare gli extraterrestri. Infatti subito dopo il disastro dello Shuttle il senatore della Florida Bill Nelson, un ex astronauta che aveva volato proprio col Columbia, ha detto: "Io credo che ci sia la vita oltre la Terra. Chi siamo noi per limitare questa creazione che è infinita? In quest'ottica ci sono varie ragioni per andare su Marte. C'è l'acqua lassù? C'è la vita? Il pianeta era sviluppato? E se lo era, era civilizzato? E se lo era, cosa gli è successo? Cosa possiamo imparare da Marte per gestire meglio il nostro pianeta?"
Paolo Mastrolilli
LA STAMPA - giovedì 6 febbraio 2003
UFO, IL KGB APRE I SUOI "X-FILES" I documenti segreti dell'intelligence sovietica rivelano gli avvistamenti di ufficiali dell'Armata Rossa (RUSSIA)
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Incontri ravvicinati del terzo tipo con il Kgb. L'opinione diffusa che negli archivi della Lubjanka sono contenute le risposte a tutti i misteri dell'universo viene riconfermata: il più terribile servizio segreto del mondo spiava anche i dischi volanti. Non a caso l'agente Fox Mulder per alcune puntate di "X-Files" ha seguito una pista russa nella sua ricerca degli alieni. Con la stessa meticolosità con la quale seguiva le mosse degli avversari americani, pedinava i dissidenti e rubava segreti strategici, il Kgb registrava e documentava apparizioni di dischi volanti nel cielo dell'ex impero.
Il "Project Ufo" dei servizi segreti sovietici è stato rivelato ieri dal quotidiano "Komsomolskaja Pravda", che è riuscito a mettere le mani sulla famosa "busta blu", della quale per anni si sono narrate leggende negli ambienti degli studiosi di fenomeni sovrannaturali. Il 24 ottobre 1991 è stata inviata al cosmonauta Pavel Popovich, all'epoca capo dell'associazione ufologica pansovietica, dal vicepresidente del Kgb Sham. In una lettera su carta intestata che porta lo stemma dell'Urss con falce e martello e la temibile scritta "Comitato per la sicurezza statale" (Kgb appunto), Sham informa il "compagno Popovich" che il suo ente non si occupa di "raccolta e analisi sistematica di informazioni su fenomeni anomali", ma la Lubjanka riceve in merito segnalazioni da "organizzazioni e cittadini".
La "busta blu" contiene appunto le copie di queste segnalazioni: 124 cartelle battute a macchina, con l'appunto di Sham "non segreto". Ma non sono racconti di visioni di testimoni casuali, appassionati di film di fantascienza: quasi tutte le testimonianze sono rapporti ufficiali di militari dell'ex Armata Rossa, scritti con il linguaggio secco e burocratico del documento di servizio, resoconti precisi di fenomeni inspiegabili. Gli autori degli "X-files" del Kgb erano persone equilibrate che avevano ricevuto un addestramento specifico, poco inclini a voli di fantasia e - presumibilmente almeno - sobrie, in quanto erano in servizio.
Uno degli avvistamenti più strani raccontati dalla "busta blu" è avvenuto nella zona di Kapustin Jar, nella regione di Astrakhan, alla foce del Volga. La sera del 28 luglio 1989 un gruppo di militari hanno osservato tre oggetti non identificati che per alcune ore hanno sorvolato la loro guarnigione e dintorni. Il sottufficiale Valerij Voloshin ha accluso al suo rapporto perfino un disegno dell'Ufo: sembra il casco di un soldato e secondo lui aveva un diametro di 4-5 metri. Emanava una debole fosforescenza verde, lampeggiava "come il flash di una macchina fotografica" e ogni tanto lanciava raggi verso il basso. Per due ore ha girato intorno alla base militare, spostandosi rapidamente "in verticale o di lato", scrive Voloshin, per poi fermarsi a lungo sopra gli edifici, sospeso ad appena 20-60 metri dal suolo.
Il soldato Dmitrij Tishaev, che aveva osservato il fenomeno insieme a Voloshin, aggiunge che l'oggetto non identificato era silenzioso: "A un certo punto si è illuminato, sembrava una lampada, piccole lucine correvano lungo il fianco". Il soldato Kulik ritiene che l'ufo avesse la forma di un sigaro che lampeggiava di vari colori, e non era solo: il ragazzo parla anche di una "palla di fuoco, così accecante che gli occhi facevano male a guardarla", che ha cercato di sollevarsi da terra verso il primo disco, senza riuscirci. Probabilmente non gli aveva fatto nessuna paura: Kulit definisce come "il più interessante" il momento quando l'Ufo si è lanciato verso gli osservatori a enorme velocità, per poi fermarsi all'improvviso.
Testimonianze che assomigliano a decine di altri avvistamenti in tutte le parti del mondo, ma con una differenza fondamentale: i loro autori non avevano mai visto un film di Spielberg. Per Voloshin e compagni, cresciuti nell'Urss materialista, un oggetto volante poteva essere solo un apparecchio del nemico. Kapustin Jar è un poligono di armi nucleari e chimiche, e per quanto un censore del Kgb abbia cancellato nei rapporti il nome della base militare, dai riferimenti si capisce che si trattava di un deposito di missili strategici. Di qui i rapporti particolareggiati e precisi, i cui autori cercano di attenersi ai fatti, per quanto possano sembrare strani. L'unico a lanciare l'ipotesi extraterrestre è il capitano Cernikov che parla di "disco volante".
Ma per Voloshin si tratta chiaramente di spionaggio: non a caso scrive che "l'oggetto lampeggiava irregolarmente come se stesse fotografando". Il sottufficiale segnala anche i punti che hanno suscitato l'interesse maggiore dell'Ufo: si è soffermato a lungo soprattutto sopra i magazzini dei missili, sulla stazione ferroviaria della guarnigione, mentre non ha mostrato interesse per le abitazioni. Quanto la cosa sia stata presa sul serio lo dimostra il fatto che, su allarme di Voloshin, si alza in volo un caccia, ma l'Ufo è sfuggito all'intercettazione senza fatica.
Singolare infine la data dell'invio della "busta blu", il 24 ottobre 1991. Erano passati solo due mesi dal fallimento del golpe comunista, il regime era crollato, Gorbaciov al Cremlino aveva i giorni contati. Il Kgb aveva in testa faccende ben più importanti dei dischi volanti: il "Comitato" era in fase di smantellamento, gli uffici erano invasi dal fumo di documenti segreti bruciati. Ma qualcuno ha voluto salvare e rendere pubblici gli "X-files". O almeno una parte del dossier ufologico del Kgb.
Anna Zafesova
LA STAMPA - giovedì 6 febbraio 2003
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GLI ELEMENTI DEL CASO UFO
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LA BASE MISTERIOSA
La Casa Bianca ha ordinato di non rivelare che cosa si nasconde e si studia nell'Area 51
Da molti anni la base di Groom Lake, nel Nevada, meglio nota come Area 51 ha scatenato le fantasie degli ufologi. Il governo americano ne ha negato a lungo l'esistenza e l'ha ammessa solo qualche anno fa, dopo che i servizi segreti russi avevano reso note le immagini della base scattate dai loro satelliti. A che cosa serve? Che cosa nasconde nei suoi cunicoli sotterranei? Nessuno lo ha mai rivelato. L'ex presidente Clinton aveva esentato Area 51 da alcune leggi americane (relative ad esempio alla protezione dell'ambiente) in modo da impedire qualunque indagine sulla base, confermandone l'assoluta segretezza. Il provvedimento è stato confermato anche da George W.Bush. Hollywood ha dedicato a Groom Lake alcuni film, sostenendo la tesi che vi si trovano resti di dischi volanti.
IL MITO DI ROSWELL
Era un disco volante o un pallone sonda? Negli Usa dibattito aperto dopo 56 anni
Nel 1947 a Roswell, New Mexico, cadde qualcosa dal cielo. I giornali locali parlarono di un disco volante e di corpi di umanoidi raccolti e portati via. Nonostante le spiegazioni del governo americano (si trattava di un pallone sonda e i corpi erano manichini usati dall'Air Force) Roswell è entrata nella mitologia ufologica di tutto il mondo. Su internet si possono vedere le fotografie dell'autopsia agli "alieni" e persino un filmato dell'"interrogatorio" di un sopravvissuto, oltre a rottami che presentano incisi strani geroglifici. Dopo oltre cinquant'anni e a dispetto delle continue smentite del governo americano, la cittadina è ancora luogo di pellegrinaggio per migliaia di persone, che visitano il museo locale (nella foto) dove sono riprodotti i corpi degli alieni come comparivano nelle fotografie.
LA CORSA VERSO MARTE
Piramidi, volti di roccia e strane geometrie "Un'antica civiltà". "No, formazioni naturali"
Marte è l'obiettivo di tutte le prossime spedizioni spaziali. Ci vogliono andare gli americani, ma anche i cinesi e i russi stanno mettendo a punto programmi di volo verso il pianeta rosso.
Perché? Le sonde inviate dalla Nasa hanno rivelato che il pianeta ha grandi riserve d'acqua e potrebbe dunque avere ospitato o ospitare la vita. Alcuni scienziati arrivano a ipotizzare che un tempo Marte avesse un'atmosfera simile a quella della Terra e che ogni forma di vita sia stata spazzata via da un evento catastrofico. Quanto era sviluppata questa vita? Poco, sostengono alla Nasa. Molto, sostengono invece gli ufologi forti delle immagini scattate dalle sonde che mostrerebbero nella piana di Cydonia un volto umanoide (la Face on Mars) e strutture piramidali: era una città o quello che vediamo è solo frutto dell'erosione dei venti?
LA STAMPA - 6 febbraio 2003
Un dossier consegnato all'ex cosmonauta Pavel Popovic
Documenti del Kgb sulla presenza degli Ufo
Tre dischi volanti nel 1989 avrebbero sorvolato il centro spaziale di Kasputin Yar sfuggendo ai caccia
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MOSCA - Gli ufo sorvolavano le basi spaziali sovietiche. Documenti dei servizi segreti sovietici (l'ex Kgb), pubblicati dalla stampa russa, riportano avvistamenti di presunte astronavi aliene in Urss. Il quotidiano "Komsomolskaya Pravda" ha iniziato mercoledì la pubblicazione degli archivi del Kgb consegnati nel 1991 all'ex cosmonauta Pavel Popovic, presidente della Associazione ufologica panrussa, che da tempo li aveva richiesti, e da questi consegnati al giornale.
1989: TRE ASTRONAVI SORVOLANO CENTRO SPAZIALE - In una lettera al cosmonauta, un generale pluridecorato, il Kgb spiega che, benché i servizi segreti non fossero preposti direttamente all'accertamento dell'esistenza degli extraterrestri, avevano continuato per anni a raccogliere materiale e testimonianze in merito.
Secondo il primo rapporto pubblicato dalla Komsomolskaya Pravda, nel giugno del 1989 tre astronavi aliene avrebbero sorvolato il centro spaziale e di lancio Kapustin Yar, nella regione di Astrakan, nella russia meridionale. Le astronavi, a forma di disco del diametro di 4-5 metri con una cupola luminosa - avvistate dai militari, tra cui ufficiali e sottufficiali che riferirono a un agente del Kgb sul posto - si avvicinavano e allontanavano e nel momento in cui erano più vicine si trovarono ad un'altezza da terra tra 20 e 60 metri.
A un certo punto, secondo le testimonianze dei militari che erano a una distanza di circa 300 metri dagli ufo, questi scattarono apparentemente foto del poligono emettendo un forte raggio di luce. Il comando del poligono fece decollare un caccia per intercettare gli ufo, senza però riuscirci in quanto le astronavi si allontanavano rapidamente ad ogni tentativo di contatto.
POPOVIC - Pavel Popovic, di nazionalità ucraina, fu uno dei primi cosmonauti sovietici. Il 12 ago-sto 1962 compì 45 orbite intorno alla Terra con la Vostok 4. Durante le sue rivoluzioni affermò di aver visto "particelle luminose" che giudicò essere astronavi aliene.
Il Corriere della Sera - 5 febbraio 2003
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COMUNICATO DELLA SEZIONE UFO DEL PROGETTO ANDROMEDA
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Si ringraziano tutti coloro che ci hanno dato la loro collaborazione inviando notizie e informazioni. Quanti desiderano contribuire alla realizzazione di UFO news con le proprie segnalazioni possono scrivere a: info@merlino.org
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Tutti coloro che ritengono di essere stati testimoni di un fenomeno UFO
possono darne notizia alla nostra Sezione Culturale per chiedere
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