Gli astronomi hanno compilato un decalogo di comportamento
per i rapporti con extraterrestri

INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO: ISTRUZIONI PER L'UFO

di Loretta Bondi

(Corriere della Sera del 11 AGOSTO 1991)


LONDRA - Gli scienziati riuniti a Buenos Aires per l'assemblea internazionale dell'Unione astronomica hanno deliberato che ogni comunicazione con extraterrestri dovrà attenersi ad un preciso codice di comportamento. Le regole sono state messe nero su bianco nella "Dichiarazione dei principi sulla ricezione di attività intelligenti extraterrestri".
Chi si trovasse a captare messaggi provenienti da altri mondi, recita il decalogo, per prima cosa deve cercare di "isolare" la comunicazione, registrarla e verificarla. Subito dopo dovrà darne notizia tempestiva ai cinque enti internazionali preposti alla ricezione di simili messaggi e cioè: l'Unione astronomica stessa, l'Ufficio centrale per i telegrammi astronomici, l'Onu, l'Istituto per la legge spaziale e l'Unione internazionale delle telecomunicazioni. Solo a questo punto, controllata la genuinità del messaggio, spetta all'Onu darne notizia al pubblico.
L'individuo (o la collettività) che, originariamente, ha intercettato la comunicazione è diffidato, inoltre, da millantare credito: nessuno, infatti, potrà presentarsi come ambasciatore universale dell'umanità, nè è concesso ad alcuna nazione di gestire in proprio il contatto.
La probabilità che un non addetto ai lavori venga a godere del privilegio di una simile celeste manifestazione sono, invero, assai remote. Ma sul silenzio dei colleghi, gli scienziati non sono pronti a mettere la mano sul fuoco. E' la stampa, perciò, a rappresentare il reale spauracchio. Dice John Mason, della British Astronomical Society "In un caso del genere, vi sarebbero discussioni infinite tra gli scienziati. Un reporter potrebbe quindi impadronirsi della notizia e spetterebbe all'Onu mettere in riga i mass media".
La stampa è irritata tant'è vero che il Dally Telegraph dedicava ieri un editoriale semiserio alla questione: "Gli scienziati" si legge nell'articolo "Dovrebbero ripensarci. Il cercare di nascondere alla stampa importanti informazioni sovente finisce in pianto. Sarebbe molto meglio che i mass.madia venissero informati, così l'intero mondo potrebbe prepararsi a festeggiare i visitatori. E poi una forma di vita intelligente non attraversa l'universo solo per trovarsi di fronte all'embargo di noiosi scienziati".