Gli astronauti della Gemini IV osservano e fotografano tre oggetti volanti non identificati che si avvicinano a fasi successive alla loro navicella rimanendogli accanto per qualche tempo.
Per primo si avvicina un oggetto cilindrico che poi si allontana. Poco dopo si accostano alla navicella altri due oggetti di forma circolare.
L'astronauta James Mc Divitt descrive l'oggetto cilindrico come "una nave spaziale che sembrava avere avere delle antenne simili a grosse braccia (un oggetto simile a quelli che verrà visto anni più tardi nel 2006 dagli astronauti dello Shutlle Atlantis - NDR).
Dai quotidiani
Washington, 5 giugno. - La capsula del "Gemini" con a bordo gli astronauti McDivitt e White ha terminato oggi alle 12,13 (le 17,13 ora italiana) la metà esatta del viaggio che le era stato assegnato, circa un milione e mezzo di chilometri. Gli scienziati che dirigono il volo del satellite hanno detto che non c'è ragione di riportarlo sulla Terra prima del previsto. Sembra quindi che il ritorno avverrà al momento preventivamente stabilito. Un po' dopo il mezzogiorno di lunedì, cioè le 18 in Italia.
I due piloti hanno passato la giornata di oggi fotografando i punti salienti della superficie della Terra allo scopo di fornire agli esploratori del progetto "Apollo" - che prevede entro il 1970 l'invio sulla Luna di un equipaggio - di orizzontarsi per trovare la località su cui atterrare. Le condizioni di salute dei due sono eccellenti: McDivitt ha tuttavia ammesso di "stare un po' scomodo".
Alle 18,34, il secondo stadio del "Titan II" che ha messo in orbita la capsula "Gemini" è tornato nell'atmosfera terrestre bruciandosi.
Intanto gli scienziati si stanno sforzando di identificare l'oggetto intravisto nel pomeriggio di ieri da McDivitt mentre White dormiva. La cosa non è semplice: esiste attualmente nello spazio una moltitudine di veicoli diversi, 136 americani e 22 sovietici. Nessuno di essi tuttavia corrisponde alla descrizione di McDivitt che ha detto di aver visto una nave spaziale che sembrava aver delle antenne "simili a grosse braccia".
In un primo tempo si era pensato che potesse trattarsi del satellite "Pegasus II" lanciato da Cape Kennedy, nel quadro del progetto "Saturno", alla fine di maggio. Ci si è resi conto che la cosa è impossibile quando si è saputo che il "Pegasus II" si trova in questo momento a circa milleottocento chilometri dal "Gemini".
Il mistero resta quindi completo. Tutti gli altri relitti spaziali americani la cui rotta avrebbe potuto sfiorare quella del "Gemini" - ce ne è una decina in tutto - sono a quanto pare troppo piccoli per corrispondere all'astronave scorta da McDivitt. Né sembra possa trattarsi di un satellite sovietico: questi ultimi difatti vengono abitualmente lanciati con una traiettoria diversa.
Per il resto, come si è detto, ogni cosa si svolge regolarmente. Unico inconveniente il fatto che a quanto pare i due astronauti hanno consumato più ossigeno del previsto. La cosa comunque non è preoccupante: le riserve del "Gemini" potrebbero durare tre giorni oltre la data prevista per l'atterraggio.
Nicola Caracciolo
La Stampa del 6 giugno 1965
Washington, 11 giugno.- Gli astronauti James McDivitt ed Edward White, al Centro spaziale di Houston nel Texas, hanno oggi tirato le somme dei risultati del viaggio di 4 giorni nello spazio con la capsula del Gemini 4. McDivitt si è occupato soprattutto del volo in quanto tale, White ha parlato invece dei venti minuti che ha passato nel cosmo appeso con una funicella laminata d'oro all'astronave. I due astronauti hanno affermato che l'unico inconveniente, il guasto allo sportello, non li ha affatto preoccupati.
Un piccolo mistero, è rimasto tuttora irrisolto. McDivitt ha detto di aver visto durante il volo tre satelliti. Uno aveva delle "grandi braccia" ed è rimasto nel suo campo visivo per oltre trenta secondi. Il secondo lo ha visto di notte ed il terzo era troppo lontano per essere identificato.
Fino a questo momento gli scienziati americani non sono stati in grado di dar un nome a nessuno dei tre oggetti. Si sono fatte in proposito molte ipotesi, che si tratti di astronavi sovietiche segrete, o di veicoli spaziali americani lanciati nel quadro di un programma di ricerche militari o che McDivitt abbia avuto delle vere e proprie allucinazioni.
La Stampa del 12 giugno 1965