LO SCAFFALE DELLA
TERAPEUTICA TRADIZIONALE


In ogni secolo la medicina ha avuto un importante ruolo nella struttura sociale dell'umanità. Presso gli antichi Egizi, ad esempio, erano i sacerdoti della "Casa della Vita e della Morte" a gestire, dal momento della nascita sino all'imbalsamazione dei morti, la vita di generazioni di uomini. Persino il Faraone aveva dei limiti nell'attraversare la soglia di questa potente corporazione.
Oggi conosciamo la medicina nella sua veste occidentale della cosiddetta "medicina ortodossa", che si propone come tale dopo svariati tentativi di affermazione. La sua storia inizia dai barbieri cerusici delle armate napoleoniche per finire, oggi, nella dimensione moderna della sperimentazione statistica e dell'applicazione di massa.
Tuttavia, prima che la medicina occidentale si affermasse con la sua filosofia terapeutica, molte altre medicine hanno dato il loro contributo per aiutare l'uomo ad affrontare le malattie e la sofferenza fisica.
Oggi queste medicine sopravvivono nelle tradizioni di molti popoli e tendono ancora ad affermarsi e a proporsi come alternativa di supporto, là dove la medicina cosiddetta "ufficiale" fallisce o nega ogni speranza di guarigione.
Le antiche tradizioni dei popoli aborigeni, del druidismo, dei popoli nativi americani e delle civiltà asiatiche, costituiscono un prezioso bagaglio di conoscenza su principi di medicina e su applicazioni terapeutiche non convenzionali che sono oggetto di interesse anche nel mondo moderno.
Nell'area continentale dell'Europa possiamo assistere al fenomeno della cosìddetta "medicina popolare" che manifesta svariate e non convenzionali metodologie terapeutiche, più volte tacciate come forme di superstizione e di ignoranza dalla medicina ufficiale. Ad un esame superficiale del fenomeno si potrebbe pensare all'esistenza di un'anima singolare della popolazione europea tesa ad inventare per passatempo forme di terapeutica empirica. Non si prende atto che questa imponente forma di cultura terapeutica popolare può rappresentare invece l'eredità culturale della precedente civiltà celtica, presente in tutta Europa prima della sua travagliata scomparsa.
Sia l'Impero romano che il cristianesimo hanno accompagnato alla loro penetrazione socio-culturale sul territorio europeo una sistematica distruzione della civiltà celtica e della conoscenza del druidismo che faceva ad essa da collante.
Alla scomparsa del druidismo sopravvisse la classe sacerdotale dei bardi che travasò l'antica conoscenza nelle ballate di corte. Dal canto suo, il popolo, abbandonato a se stesso, trattenne le conoscenze più immediate, utili per la sopravvivenza in un tempo in cui gli dei romani e la fede religiosa non bastavano a vincere malattie e carestie.
Così accade che ancora oggi siano sopravvissute forme terapeutiche dell'antica conoscenza druidica, alle volte parzialmente irriconoscibili poichè infarcite di inutili prassi dalla stessa trasmissione orale che ha permesso loro di attraversare i secoli.
L'intento dello "Scaffale della Terapeutica Tradizionale" è quello di raccogliere le forme dell'antica medicina tradizionale del pianeta al fine di costituire una memoria per fare in modo che esse non vadano perdute, per quello che rappresentano e affinchè possano essere studiate e meglio comprese dal pubblico.
Ciò che ci si auspica in definitiva è che queste medicine tradizionali possano essere affiancate alla medicina cosiddetta ufficiale in una sinergia di differenti metodi terapeutici al fine di assolvere al solo obiettivo che deve avere una qualunque medicina: la salute e il benessere dell'uomo al di sopra di ogni convinzione preconcetta e di ogni interesse di parte, nell'interesse primario dell'individuo.

Tra il numero delle medicine tradizionali, ereditate dalle culture scomparse e dai popoli nativi del pianeta, che oggi si pongono all'attenzione dei ricercatori possiamo citare:

LA FITOLOGIA: arte terapeutica che comporta l'uso delle erbe che crescono spontaneamente in natura utilizzando le proprietà chimiche prodotte da questi laboratori farmaceutici naturali.
Oggi anche la medicina ufficiale si rivolge all'uso delle erbe. Sono anche in corso studi scientifici che guardano all'uso medicinale delle erbe raccolte dai cosiddetti animali.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e ancora oggi è praticata dai popoli nativi moderni in genere.

L'AROMATERAPIA: arte terapeutica che comporta l'utilizzo degli aromi prodotti dai fiori per curare la psiche umana e conseguentemente ottenere un effetto benefico sul corpo dell'individuo.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico e dagli antichi romani. Nell'antichità le miscele degli aromi venivano inserite in un sacchetto di stoffa che veniva indossato intorno al collo.

L'IRIDOLOGIA: arte diagnostica che comporta l'osservazione delle forme corpuscolari e delle macchie che compaiono all'interno dell'iride per stabilire le corrispondenze con l'attività degli organi del corpo.
Questa arte diagnostica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico.

L'IPNOSI: arte terapeutica che comporta l'azione suggestiva sulla psiche del paziente utilizzata per curare le turbe psicologiche e agire conseguentemente sulla somatizzazione relativa all'attività fisiologica del corpo.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai nativi moderni in genere.
Oggi questa pratica è particolarmente osteggiata dalla medicina ufficiale.

LA CRISTALLOTERAPIA: arte terapeutica basata sulla dichiarata capacità dei cristalli e delle gemme di agire sulla psiche e quindi operare conseguentemente sull'attività fisiologica del corpo.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai popoli nativi moderni in genere. In particolare ancora oggi ne fanno un dichiarato uso terapeutico gli aborigeni australiani

IL POTERE DELLA SPIRALE: arte terapeutica basata sulle proprietà tradizionali attribuite alle spirali metalliche o ignee in grado di operare sull'attività della psiche e del corpo.
Oggi si suppone che esse possano agire attraverso l'interazione con i campi magnetici prodotti dall'azione fisiologica dell'individuo.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico.

LA PRANOTERAPIA: arte terapeutica basata sulle proprietà attribuite all'avvicinamento, anche senza contatto, delle mani del terapeuta alla parte malata del paziente, la cosiddetta "imposizione delle mani" secondo il linguaggio tradizionale.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai popoli nativi moderni in genere.
Sembra che i suoi effetti siano evidenti e chiunque può praticarla senza eccessiva preparazione. Esistono comunque tecniche che possono ottimizzare i suoi effetti.
Nell'antichità fu praticata da imperatori romani come Vespasiano e Adriano, quest'ultimo aveva ridato la vista a due ciechi, dal generale Pirro che curava i suoi soldati.
Ippocrate, il medico greco adottato come simbolo della moderna medicina, affermava che il calore emanato dalle mani poteva essere utile per curare i malati del tempo.
I reali di Francia, di Inghilterra e di Ungheria curavano i loro sudditi con l'imposizione delle mani le cui tecniche si tramandavano per generazioni.
Anche nei Vangeli della religione cristiana si parla dell'imposizione delle mani da parte della divinità che era in grado così di guarire le persone dalla cecità.
Oggi questa pratica terapeutica è particolarmente e inspiegabilmente osteggiata dalla medicina ufficiale italiana.

LA RADIESTESIA: arte diagnostica basata sull'utilizzo delle facoltà inconscie della psiche umana che se ne serve come rilevazione dei dati del cosiddetto "pendolo radiestesico" o della cosiddetta "bacchetta rabdomantica".
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai popoli nativi moderni in genere.

LA LITOTERAPIA: arte terapeutica basata sul contatto con le grandi pietre. Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai popoli nativi moderni in genere.
In particolare era praticata dai Celti a mezzo dell'utilizzo dei menhir. Ancora oggi è praticata in Bretagna, Francia. Per la cronaca, a Carnac, dove questa prassi terapeutica è in uso ancora oggi a livello popolare, sono stati recintati e chiusi dallo Stato gli accessi ai grandi allineamenti di menhir, impedendone così l'utilizzo.

LA SILVOTERAPIA: arte terapeutica basata sul contatto con la natura, dalla vegetazione degli ampi spazi agli alberi dei boschi.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai popoli nativi moderni in genere.

LA TALASSOTERAPIA: arte terapeutica basata sulle proprietà attribuite all'acqua di fonte e di mare.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai popoli nativi moderni in genere.

LA MEDICINA EGIZIA: arte terapeutica basata sull'utilizzo di sostanze farmacologiche, soprattutto minerali e vegetali, unitamente alla compilazione di formule "magiche", lette o scritte su papiri che venivano messi a contatto del corpo, i cui contenuti possedevano "memi" in grado di sollecitare la psiche del paziente alla guarigione. Arte poi diffusasi in tutta l'area mediorientale e africana.
La utilizzarono in parte anche gli antichi etruschi attribuendo alle lettere del loro alfabeto particolari fonemi in grado di suscitare "memi" terapeutici. Lo stesso principio che troviamo ancora oggi nei valori attribuiti all'alfabeto ebraico e a quello runico.

L'AGOPUNTURA: arte terapeutica basata sul principio di attivazione di linee vitali che sono stimate esistenti nel corpo umano, i cosiddetti "meridiani", a mezzo della penetrazione di sottili aghi in specifici punti dell'epidermide umana.
Il principio attivo si baserebbe sulla considerazione che l'epidermide umana sia una sorta di estensione, una sorta di esocorteccia, del cervello umano in grado di agire in corrispondenza sullo stesso producendo una azione terapeutica conseguente alla sollecitazione ricevuta.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico e dalla cultura asiatica dell'estremo oriente.

LA PUNTOPRESSIONE: arte terapeutica similare all'agopuntura che utilizza al posto degli aghi la semplice pressione guidata delle dita del terapeutita sui punti, deputati allo scopo, dell'epidermide del paziente.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai popoli nativi moderni in genere.

L'OMEOPATIA: arte terapeutica basata sull'azione che i "marcatori" omeopatici sembrano esercitare sulla psiche umana. Per evitare l'influenza chimica diretta degli elementi usati sull'organismo del paziente, i "marcatori" vengono realizzati attraverso un processo di diluizione delle sostanze originali in acqua distillata che annulla la presenza materiale ma che trattiene una "impronta" virtuale attiva della sostanza volatilizzata. L'acqua utilizzata nel processo di diluizione diviene quindi il "marcatore" omeopatico che una volta somministrato al paziente, in varie forme farmacologiche, è in grado di far rilevare al cervello la sostanza attiva.
Per fare un esempio della "cura del simile con il suo simile", citata da Ippocrate, si può ipotizzare come in una cura omeopatica ad avvelenamento da arsenico la somministrazione di "marcatori" omeopatici solleciti il cervello a prendere attenzione del male fisico ignorato. Una sorta di principio che può essere identico a quello della vaccinazione, dove batteri inattivi fungono da "marcatori" per sollecitare e attivare il sistema immunitario ad una reazione terapeutica.
La medicina ufficiale osteggia questa pratica terapeutica affermando che si tratta di un effetto placebo. Studi omeopatici ribattono dicendo che l'effetto terapeutico si verifica anche in soggetti inconsapevoli e nella cura dei cosiddetti animali.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai popoli nativi moderni in genere. Una metodologia terapeutica già conosciuta da Galeno e Ippocrate, gli ispiratori della medicina ufficiale moderna. Nel nostro tempo il medico tedesco Hannemann è stato uno dei suoi maggiori divulgatori.

LA MUSICOTERAPIA: arte terapeutica basata sull'utilizzo della produzione musicale di specifiche melodie. Le note musicali sono composte in specifici "memi" musicali che nel loro insieme costituiscono melodie in grado di sollecitare l'attività cerebrale e produrre conseguentemente una azione terapeutica sia sul piano della mente che del corpo.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai popoli nativi moderni in genere.
Pitagora curava i suoi pazienti con una apposita musica creata su una base matematica. Nella mitologia ellenica, Orfeo ammansiva le belve con il suono della sua cetra, mentre il dio celtico Dagda con il suono della sua arpa guidava fonemi vitalizzati volti a colpire e distruggere i suoi nemici. Al di là dell'Oceano Atlantico l'altrettanto mitico dio dei Nativi nord-americani, Kokopelli, con il suono del suo flauto sollecitava la generazione della vita e stimolava esperienze spirituali dell'interiore in chi lo ascoltava.
Ancora oggi, nelle antiche tradizioni sia alla melodia vocale che al tamburo vengono attribuiti poteri terapeutici.

LA CROMOTERAPIA: arte terapeutica basata sulle proprietà dei colori. Alcuni sostengono che i colori hanno un effetto sulla psiche, altri aggiungono che essi hanno una azione anche sul corpo, ponendo al contatto di questo fasce colorate dell'intero spettro cromatico.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai popoli nativi moderni in genere.