Ricercatori "alternativi" sospettano che l'incidente non sia casuale

"Non vogliono scoprire i marziani"


NEW YORK-"E' una manovra della Nasa- sostiene Dick Hoagland, direttore di "Missione Marte", un gruppo di scienziati sta svolgendo una ricerca indipendente per dimostrare l'esistenza dei "marziani"- E' una coincidenza troppo incredibile che la sonda Mars Observer si sia guastata proprio alla vigilia di una missione che avrebbe potuto convalidare la nostra teoria". Quale? Che sia proprio un viso, una gigantesca sfinge che ci osserva dallo spazio quella formazione rocciosa che il Viking ha fotografato 17 anni fa sulla superficie del pianeta marte. E adesso che il satellite Mars Observer potrebbe inviare sulla Terra immagini che toglierebbero ogni dubbio, misteriosamente le comunicazioni si sono interrotte. Paranoie da complotto? Concorrenza sleale tra la Nasa e ricercatori indipendenti? Segreti mantenuti per evitare il panico? Lo chiediamo a Mark Parlotto, italo-americano con radici venete della Qanalytic Sciences Corporation, e autore di ?Gli enigmi di Marte? che per "Missione Marte"da anni studia le immagini del Viking.

La Nasa sta davvero nascondendo qualche cosa? E perché?

"Siamo di fronte a un'anomalia scientifica. L'enorme scultura che raffigura un viso, lunga come il ponte Golden Gate è alta come le Torri Gemelle, appare scolpita artificialmente e così anche la piramide a cinque facce e altre conformazioni sulla superficie del pianeta. Se le nuove immagini del Mars Observer dimostrassero quello che da anni andiamo dicendo, cioè che questi monumenti sono proprio artificiali, la reazione potrebbe essere imprevedibile. E' questo che secondo noi la Nasa teme. Un'analisi della Brookings Institution degli anni'60 dice che la scoperta di extra-terrestri dovrebbe rimanere nascosta perché potrebbe avere un effetto destabilizzante nella società, minando alla base alcune religioni".

Le religioni? In che modo?

"Se viene dimostrato che queste strutture sono artificiali è molto probabile che siano anche antichissime, che precedano di milioni di anni la nostra civiltà. E' altrettanto improbabile che vi siano ancora degli abitanti su Marte, ma realizzare che non siamo i soli abitanti dell'universo, che in passato qualcun altro lo ha abitato potrebbe intaccare alcune religioni". "Qualcuno potrebbe pensare - prosegue Parlotto - che sia una buona ragione per non credere in dio. Altri potrebbero idolatrare gli extra-terrestri. Altri ancora potrebbero reagire violentemente. Pensi ai seguaci di certe religioni fondamentaliste".

Crede che questo sia sufficiente a influenzare la Nasa?

"Non vorrei dire. Per ora non abbiamo sentito niente dalla sonda Mars Observer. E la Nasa potrebbe avere l'opportunità di avere una visione privata delle immagini quando riprenderanno a essere trasmesse, speriamo tra poche ore. Mi auguro solo che non si facciano influenzare da queste preoccupazioni e che siano trasparenti nel trasmettere al pubblico tutte le informazioni".

Perché la Nasa è così restia alle vostre teorie?

"Ci hanno ignorato e a volte screditato. Con le mie analisi al computer e costruendo modelli tridimensionali ho dimostrato che l'immagine fotografata dal Viking appare proprio come un viso con una croce sulla fronte e delle striature sugli zigomi, come il viso di un faraone in un sarcofago. Anche se vista con una luce diversa e da una differente prospettiva sembra comunque un viso, dimostrando così che non si tratta di un'illusione ottica come sosteneva la Nasa che, o nasconde qualche cosa, o è troppo ignorante per riconoscere l'evidenza. Ma quest'ultima ipotesi è improbabile. Secondo me si rendono conto che non possono essere troppo audaci nelle loro teorie, sono molto conservatori, si muovono con i piedi di piombo perché temono, in caso di errore, di perdere credibilità e quindi finanziamenti per le ricerche".

di Carlo Pizzati

La Repubblica 26 agosto 1993