La sonda Surveyor ha scattato nuove foto nella zona di Cydonia:
le piramidi sono solo un gioco di ombre

SFINGE DI MARTE ADDIO

Svelato il mistero della faccia: è solo una collina.

Le foto scattate dal Viking nel 1976 avevano fatto sobbalzare gli scienziati: quell'enigmatico volto con tanto di occhi, naso, bocca e mento sembrava opera di un'antica civiltà marziana. Ora Surveyor ha scoperto che si tratta solo di un gioco d'ombre. Ancora una volta Marte si è beffato di noi


Addio alla sfinge e alle piramidi marziane, prove evidenti di un'evoluta ma ormai morta civiltà consegnate al futuro. Quell'enigmatico volto, la "faccia di Marte", con tanto di occhi, naso, bocca e mento, fotografato dagli occhi elettronici della sonda Viking nel 1976- che affiorava dalla sabbia del deserto di "Cydonia"- altro non è che una banale collina, nemmeno tanto alta.
La presunta "sfinge marziana", con il suo sguardo rivolto nel vuoto dalle infinità spaziali, aveva generato saggi, convegni e titoli a non finire sui "tabloid". All'epoca alcuni scienziati avevano addirittura ipotizzato che si trattava di un monumento simile, persino nelle sembianze faraoniche, alla sfinge del Cairo.
Persino Carl Sagan, il famoso astronomo, morto più di un anno fa, non aveva escluso che dietro la "faccia di Marte" si potesse celare un clamoroso segreto.
A toglierci ogni illusione, con buona pace degli ufologi, ci ha pensato la sonda americana Mars Surveyor in orbita da settembre attorno al "pianeta rosso". Le telecamere hanno inquadrato la medesima zona inquadrata ventidue anni fa dal Viking, ma in condizioni di luce solare molto diverse.
La delusione è stata grande: al posto della misteriosa faccia è apparsa solo una grande formazione rocciosa, che certo non appare come l'opera di una essere intelligente. Dunque era tutto un casuale gioco di ombre a creare quel volto suggestivo, come molti esperti sostenevano. Michael Ravine, direttore del progetto delle telecamere di "Mars Surveyor" conferma l'attendibilità dei dati della sonda che mandano in frantumi l'illusione di una civiltà marziana scomparsa, ma non nega una certa amarezza: "Mi sarebbe piaciuto molto scoprire anche figure di dischi volanti, sarebbe stato davvero forte". La Nasa da parte sua non ha fatto nessun commento: "Manteniamo una posizione neutrale su questo", ha precisato Glenn Cunningham, direttore del progetto "Surveyor".
L'ente spaziale americano si muove con molta cautela da quando comunicò con molta enfasi che un meteorite marziano (ALH 84001) rinvenuto nei ghiacci dell'Antartide nel 1986 ospitava dei batteri fossili, la prima prova evidente di vita aliena. La scoperta della Nasa fu però messa subito in discussione da altri scienziati, che sostenevano l'origine geologica dei presunti batteri. Il dibattito non è ancora arrivato a una conclusione definitiva.
Comunque le teorie che su Marte ci siano le rovine di una città, testimonianze di un'antica civiltà ha ancora degli strenui difensori. Uno di questi è Richard Hoaglund, capo della "Enterprise Mission", un'organizzazione con sede nel Nuovo Messico. Le immagini scattate dal Surveyor - a suo giudizio - sono "dannatamente confuse, come uno schermo tv con disturbi "a neve"" e non possono bastare a smentire l'esistenza della "faccia".

di Ezio Seymand

IL SECOLO XIX, 8 aprile 1998