Accuse da un gruppo di scienziati

"La Nasa ci ha nascosto l'esistenza di marziani"

"Le prove in foto mantenute segrete. Ora boicottano la sonda in orbita"


WASHINGTON. Un gruppo di scienziati ha accusato ieri la Nasa di aver sabotato la sonda spaziale Mars Observer per impedire una sconvolgente rivelazione: la presenza su Marte di reperti di una civiltà extraterrestre. I ricercatori del gruppo Mars Mission, analizzando le foto ed i dati inviati 17 anni fa dalle sonde spaziali Viking, sono giunti alle conclusioni che il Pianeta rosso ospita i resti di una civiltà avanzata. Tra gli scienziati del gruppo Mars Mission figurano l'astronomo Tom Van Flandern (Yale University), il cartografo Erol Torun (Defense Mapping Agency), il prof. David Webb (membro della Commissione spaziale presidenziale), lo specialista in elaborazione di immagini Mark Parlotto (Analytic Sciences Corporation).
Nella regione di Sidonia gli scienziati, guidati da Richard Hoagland, affermano di aver identificato due grandi strutture a forma di volto, alcune piramidi, una fortezza, una cittadella disposti a pentagono. "Nessun processo geologico potrebbe aver creato queste strutture - ha sottolineato Torun - su Marte esistono segni della presenza di civiltà". Il gruppo chiede da anni alla Nasa di rendere pubbliche tutte le immagini inviate dai Viking e di analizzare in modo più approfondito i reperti della regione Sidonia.
"Ai vertici della Nasa un gruppo di persone sta tentando di tener segreta l'importanza di questi reperti - sostiene Hoagland - è una incredibile coincidenza che la sonda Mars Observer si sia guastata proprio alla vigilia dell'inizio di una missione su marte che avrebbe potuto convalidare la nostra teoria". "Non sarei stupito se l'avaria dell'Observer derivasse da un sabotaggio effettuato da questo ristretto gruppo di dirigenti Nasa - ha affermato lo scienziato - abbiamo chiesto al presidente Bill Clinton di aprire una inchiesta sulla politica di ricerca scientifica seguita dalla Nasa negli ultimi anni sul problema della ricerca di civiltà extraterrestri".
La Nasa ha lanciato da tempo un programma per la intercettazione di possibili segnali nello spazio lanciati da altre civiltà. "Stiamo frugando galassie lontane, ma la prova che l'uomo non è solo nell'universo potrebbe essere trovata molto più vicino, sulla superficie del pianeta Marte", ha sottolineato lo scienziato.
Dalla Nasa intanto arriva la speranza di poter ripristinare il contatto con la sonda spaziale Mars Observer. "E' una situazione molto frustrante, ma non ci siamo arresi e continueremo a cercare di ristabilire il contatto", ha spiegato Bill Piotrowski manager del programma. Il contatto tra il centro di controllo e la sonda si era interrotto sabato.

[Ansa]

La Stampa, 25 agosto 1993