Photos ha fotografato un'ellisse che proietta un'ombra di 20 km

"Oggetto" misterioso su Marte


C'è un oggetto misterioso su Marte: ha la forma di un'ellisse allargata e proietta un'ombra di 20 chilometri. E' uno degli ultimi "messaggi" inviati dalla sonda sovietica Phobos prima di perdere, lunedì scorso, i contatti con la Terra.
L'oggetto dalla lunghissima ombra è visibile su due fotografie, trasmesse mercoledì dal telegiornale sovietico Vremia.
Secondo gli scienziati che seguono la sfortunata missione Phobos (la prima delle due sonde andò perduta sette mesi fa appena 60 giorni dopo la partenza per un banale errore di manovra), l'Ufo marziano non è un illusione ottica in quanto è stato registrato molto nitidamente sia in immagini a colori sia in luce infrarossa. Non c'è però nessuna spiegazione del fenomeno. I ricercatori russi si limitano a dire che deve trattarsi di un fenomeno naturale e che tutte le altre ipotesi (c'è chi ha parlato di una nave spaziale) "sono fantasticherie".
La topografia marziana è ben conosciuta. Le montagne, più esattamente i vulcani, in grado di proiettare lunghissime ombre sono parecchi: lìOlympus è alto ben 24 mila metri (tre volte l'Everest), i monti Ascreasus, Pavonis e Arsia raggiungono i 19 mila metri, l'Elysium i 15 mila. Ma la lunghezza dell'ombra dipende soprattutto dall'altezza del Sole sull'orizzonte. Con il Sole al tramonto o all'alba, anche formazioni geologiche come Ceraunius Tholus, Hecates Tholus, Apollinaris Patera e Alba Patera, che hanno vette oscillanti tra settemila e duemila metri rispetto alla pianura circostante, possono proiettare ombre lunghe decine di chilometri.
Nessuna delle montagne marziane note, tuttavia, si trova nella regione dell'oggetto misterioso. D'altra parte anche l'ipotesi che si tratti dell'ombra di una nube sembra insostenibile. L'ombra, infatti, è stata fotografata due volte a qualche giorno di distanza. La sua lunghezza è risultata variabile tra i 20 e i 30 chilometri, ma la posizione non è mutata: le nuvole che di tanto in tanto oscurano anche la rarefattissima atmosfera di Marte si spostano ad alta velocità, e risulta quindi improbabile che un sistema nuvoloso rimanga così a lungo stazionario.
Già altre volte i giochi di luce hanno sorpreso i ricercatori. Il caso più famoso è quello delle colline marziane che nel loro insieme disegnavano una testa di sfinge quasi perfetta. Si può quindi pensare che si tratti di qualcosa del genere anche questa volta. Un ulteriore trattamento al computer delle immagini (che richiede parecchi giorni) potrà chiarire il mistero.
Ma c'è anche una spiegazione "politica"; può darsi che l'ombra enigmatica faccia comodo ai sovietici per distrarre l'attenzione dal parziale fallimento anche della seconda Phobos. Tuttavia gli scienziati sovietici non hanno ancora perso la speranza di riallacciare il contatto con la sonda. I tentativi continuano. E' vero che molti dati sono già nel sacco dei ricercatori, ma è mancata la parte più interessante della missione: lo sbarco di un robot sul satellite marziano Phobos, l'unica parte veramente nuova di questa impresa spaziale.

di Piero Bianucci.

La Stampa del 31 marzo 1989