La ricerca di nuovi pianeti passa per Corot, un satellite dell'Agenzia Spaziale Europea che è stato felicemente lanciato ieri pomeriggio alle 15,23 ora italiana, dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan, con il razzo russo Soyuz 2-1b. Corot (l'abbreviazione di Convection Rotation and planetary Transits) è un telescopio di 27 centimetri di diametro che cercherà di scoprire pianeti simili alla Terra ossia a composizione rocciosa, che orbitano attorno ad altre stelle. Pianeti, in teoria, che potrebbero ospitare addirittura forme di vita.
"Corot avrà una tecnica poco utilizzata finora, misurerà cioè con grande precisione la variazione di luminosità delle stelle. Se proprio mentre se ne osserverà una si interporrà un pianeta tra l'astro e il telescopio, si avrà un indebolimento della luce stellare e questo permetterà di scoprire l'esistenza del pianeta", spiega Malcolm Fridlund, astronomo, cacciatore di pianeti con telescopi terrestri. In altre parole si cercherà di scoprire l'esistenza di eventuali piccolissime eclissi prodotte da pianeti. Il primo corpo celeste ad essere messo in luce con questo sistema lo si è scoperto nel 2002, utilizzando il telescopio spaziale Hubble. La difficoltà principale sta nel capire se le variazioni di luminosità dipendono da proprietà della stella oppure veramente dalla presenza di un pianeta intorno ad essa che la eclissa in modo regolare.
Fino ad oggi sono stati scoperti 210 pianeti che orbitano attorno ad altre stelle utilizzando vari metodi, che vanno dalle perturbazioni che i pianeti esercitano sulle stelle attorno a cui ruotano, fino al metodo che utilizzerà anche Corot.
Ovviamente gli astronomi si aspettano che la maggior parte dei pianeti che il telescopio scoprirà saranno simili a quelli già noti: ossia pianeti con una massa simile o superiore a Giove e vicini alla stella intorno a cui orbitano. Questo perché più grande è un pianeta e più è vicino alla stella, maggiore sarà l'eclisse che produrrà. Di conseguenza sarà più semplice rilevarne l'esistenza perché importante sarà la variazione di luminosità che produrrà sulla stella.
Ma poiché Corot osserverà migliaia di stelle, gli astronomi si aspettano che una percentuale significativa di nuovi pianeti possa avere dimensioni non di molto superiori alla Terra e non pianeti giganti gassosi come Giove, a cui appartengono la maggior parte di quelli scoperti finora. Purtroppo tuttavia, la maggior parte dei pianeti che si scopriranno saranno molto vicini alla stella madre, questo perché pianeti molto distanti hanno poco effetto sulla luce dell'astro. E ciò fa sì che risulterà molto improbabile trovare pianeti candidati a ospitare la vita nelle forme che già conosciamo. Tuttavia, ciò servirà come esperienza da affidare al telescopio spaziale della Nasa, Keplero che nel 2008 partirà con il compito di cercare pianeti del tutto simili alla Terra. La missione durerà circa trenta mesi.
Un altro compito di Corot sarà quello di studiare i "terremoti stellari" ossia cercherà di identificare le onde che si producono sulla superficie delle stelle in seguito ad esplosioni. Spiega Fridlund: "Tali oscillazioni si traducono in variazioni, anche molto piccole, della luminosità stellare: ed è questo che Corot sarà in grado di rilevare. In questo modo, si spera di raccogliere dati sufficienti per applicare ad una cinquantina di stelle una tecnica messa a punto per il Sole: lo studio delle onde sismiche solari è infatti il più potente metodo per studiare direttamente condizioni interne della nostra stella".
Luigi Bignami
I PIANETI EXTRASOLARI
1984
primo pianeta extrasolare: viene scoperto un disco di polveri circumstellare attorno alla stella Pictoris
1989
scoperto un pianeta con una massa 10 volte quella di Giove
1990
scoperta la presenza di un pianeta di circa due masse di Giove
1995
scoperto il primo pianeta extrasolare di massa paragonabile a quella di Giove attorno alla stella 51 Pegasi
2M1207b
è il primo pianeta extrasolare osservato direttamente
Matusalemme
è il più vecchio: si trova a 5600 anni luce dalla Terra, ha un'età stimata di 13 miliardi di anni