INTANTO, BEN VENGA IL DOLLARO DEBOLE

Il supereuro crea molti vantaggi all'economia italiana. Ma quanto durerà?

(PANORAMA - 16/01/2003)

Come ogni moneta forte, anche il supereuro, tornato ai valori di tre anni fa, presenta due facce: una luminosa, fatta di vantaggi economici immediati, e una oscura, rappresentata da pericolose incognite. In tempi grami per il Vecchio continente, l'euro stabilmente al di sopra della parità svolge un prezioso ruolo di scudo rispetto alle pressioni inflazionistiche che possono arrivare dall'esterno, soprattutto sul fronte delle quotazioni del petrolio. Il prezzo dell'energia è un pericolo per le aziende europee, specialmente nel momento in cui sono alla ricerca di una ripresa dei profitti, e minaccia di appesantire le bollette dei cittadini. Se l'euro si rivelasse un buon argine contro l'inflazione importata, potrebbe persino riuscire nel difficile compito di convincere la Bce ad abbassare ulteriormente il costo del denaro, creando nuovo stimolo all'economia continentale.
Proprio noi italiani siamo stati finora tra i maggiori beneficiari della forza della divisa europea: infatti ci ha permesso di servire il nostro enorme debito pubblico pagando degli interessi molto più bassi del passato. Un euro forte, però, non incide immediatamente sulla competitività delle merci, visto che il grosso delle esportazioni italiane avviene all'interno dell'Unione. E poi, in prospettiva, l'intero sistema europeo rischia di ridimensionarsi sul palcoscenico globale.
Gli Usa hanno deciso che per la loro ripresa è necessario un dollaro meno forte: ecco il motivo per cui l'euro è tornato sopra la parità. Un cambio di politica a Washington ribalterebbe la situazione in pochi giorni. I governi europei o la Bce non hanno la forza di seguire politiche monetarie divergenti da quelle americane. La debolezza dell'euro è quella delle economie che lo utilizzano e i mercati non lo ritengono in grado di essere padrone del proprio destino. Ora è sulla cresta dell'onda: speriamo che la corrente non lo faccia infrangere sugli scogli.

Enrico Cisnetto

          

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