L'Europa che unisce 450 milioni di persone
(La Repubblica - 30 aprile 2004)
Domani dieci nuovi stati membri entreranno nell'Unione europea. Questo segna un evento storico senza precedenti, con il più grande singolo allargamento che l'Unione abbia mai visto e che unirà 25 Stati in una pacifica integrazione. E' la conferma, una volta di più, della ragion d'essere originale della Comunità europea. Creata con l'audace e ambiziosa visione, sulla scia della Seconda guerra mondiale, di fare in modo che una tale atrocità non potesse accadere di nuovo, e per fare in modo che i cittadini dell'Europa potessero vivere insieme e costruire in pace la loro prosperità. L'unione allargata conterà fra i suoi cittadini 450 milioni di persone e rappresenterà l'esempio di integrazione regionale più grande e più riuscito del mondo. Questo è già in se un fatto molto importante. Ma la cosa più importante di tutte è che l'allargamento rafforzerà l'Unione europea in quanto Unione fondata sullo stato di diritto, unita nella sua diversità e pienamente impegnata a difendere i principi della libertà, della democrazia e della stabilità e dell'unione dei popoli, sempre più stretta. Può essere fin troppo facile dare per acquisiti questi principi e obiettivi fondamentali, assorbiti come siamo in discussioni su aspetti tecnici dell'appartenenza all'Unione europea, ma la loro importanza non potrebbe essere più evidente. I nuovi Dieci condividono questi valori e sono parte dell'Europa.
L'allargamento è stato caratterizzato, inoltre, da successi senza precedenti in ogni campo.
Gli stati dell'Europa centrale e orientale si sono trasformati, in un tempo straordinariamente breve, in solide democrazie ed economie di mercato a pieno titolo. Incentivati dalla prospettiva di entrare nell'Unione, hanno realizzato riforme radicali e fondamentali a tutti i livelli con un entusiasmo che non può che meritare l'ammirazione di tutti. Rispetto ai precedenti allargamenti, le sfide sono state di alto livello. Dall'anno del primo allargamento, nel 1973, la sovranità e le competenze sono state messe in comune. Oggi l'Ue offre un vastissimo mercato unico, un'unione economica e monetaria con l'euro come valuta comune, l'area Schengen-che offre ai cittadini una maggiore libertà di movimento all'interno dell'Europa-la cooperazione nel campo della giustizia e una politica estera e di sicurezza comune.
Soddisfare i requisiti per entrare a far parte dell'Ue oggi è difficile e richiede sforzi considerevoli a ogni livello, e i nuovi Stati membri ce l'hanno fatta solo grazie al tenace impegno, alla capacità di direzione e alla convinzione di tutti i soggetti coinvolti.
Va anche dato merito alla strategia di preadesione adottata dall'Unione europea se l'obiettivo apparentemente irraggiungibile di riunire il continente europeo è stato conseguito in così poco tempo. Lanciata nel 1993, la strategia di preadesione è stata tarata sulle esigenze di ognuno dei candidati, offrendo per la prima volta in un quadro unico una considerevole assistenza finanziaria e supporto dei preparativi per l'ingresso nell'Unione. L'impegno dell'Unione europea per la riuscita dell'allargamento è stato ripetutamente dimostrato durante i negoziati di adesione, attraverso la determinazione a non annacquare l'intera gamma di principi, politiche, leggi, metodi e obblighi che costituiscono il nostro patrimonio, il cosiddetto acquis communautaire, salvaguardando al tempo stesso l'efficace funzionamento dell'Unione allargata. La completezza e l'intensità dei negoziati di adesione, tra il 1998 e il 2002, hanno portato a un risultato equilibrato e di vasta portata, che offre ora una solida base per un agevole integrazione dei nuovi membri.
Considerando l'entità e la vastità dell'acquis, gli accordi provvisori concordati per mettere in grado i nuovi Stati di soddisfare gli obblighi imposti dall'adesione sono sorprendentemente poco numerosi e chiaramente limitati ai primissimi anni di adesione. Inoltre, il preziosismo procedimento di monitoraggio dei preparativi per l'adesione, proseguito fino alla vigilia dell'ingresso nell'Unione, ha contribuito in maniera decisiva a creare un clima di fiducia fra i nuovi Stati e quelli già facenti parte dell'unione. La Commissione europea ha recentemente segnalato di non avere individuato nessuna area in cui saranno necessarie misure di salvaguardia a partire dal 1° maggio, fugando così i timori esistenti sullo stato di preparazione dei nuovi Stati membri.
Naturalmente, dal punto di vista dello sviluppo economico e sociale, i nuovi Stati membri hanno ancora un certo ritardo. L'adesione, a questo riguardo, sarà un catalizzatore che genererà prosperità e accrescerà la solidarietà tra gli Stati membri. I nuovi arrivati potranno beneficiare dell'assistenza strutturale dell'Ue. ma l'adesione non è solo una questione di soldi: i progressi registrati dal mio paese, la Spagna, in questi vent'anni di appartenenza all'Unione, dimostrano come l'adesione sia capace di produrre cambiamenti positivi dal punto di vista politico, democratico, sociale ed economico. Non ho ragione per pensare che andrà diversamente per i nuovi Dieci.
L'Unione, naturalmente, non rimane immune al cambiamento, e si può anzi dire che basi la sua crescita sulla propria dinamica di progresso e avanzamento. Da questo punto di vista, i nuovi Stati membri entrano nell'Unione in un momento importante. Si spera che i negoziati sulla bozza di costituzione europea possano completarsi entro giugno 2004. Questo evento segnerà un punto di svolta per l'Unione. Io sono fiducioso che ci sarà la volontà politica, la responsabilità e la determinazione necessarie per agire nell'interesse dell'Unione europea e del futuro dell'Europa.
Ciononostante i trattati costituzionali richiedono tempo a la ratifica è un processo lungo. Nell'immediato futuro, perciò, l'Ue a 25 funzionerà in base ai trattati esistenti. Dal punto di vista pratico e funzionale, il Trattato di Nizza già prevede una serie di misure pensate per rispondere alle sfide dell'allargamento e permettere alle istituzioni di operare con efficacia in un?Unione allargata e sveltire il processo decisionale. Inoltre, fin dalla firma del Trattato di adesione, nell'aprile 2003, i dieci nuovi Stati membri partecipano a tutti i livelli ai lavori del Consiglio dell'Unione europea e alle riunioni del Parlamento europeo come osservatori attivi. Questa è stata un esperienza preziosissima per tutti quelli che vi hanno preso parte.
Con dieci nuovi Stati membri intorno al tavolo e l'aumento del numero delle lingue ufficiali da 11 a 20, c'è stata anche la necessità di ottimizzare l'efficienza e la conduzione delle riunioni, oltre che di affrontare il problema dell'interpretazione e della traduzione dei documenti. La maggior parte di queste misure sono già operative.
CON il suo comune obiettivo di rendere l'Europa un continente di democrazia, libertà pace e prosperità, L'Unione stà dimostrando di possedere una grande forza di attrazione, e il treno dell'allargamento non da segni di voler rallentare. La Bulgaria e la Romania, che hanno cominciato i negoziati nel 200, sono avviate verso un irreversibile processo d'inclusione. Se saranno pronte, il nostro obiettivo è di accoglierle nell'Unione nel gennaio 2007. Sono due paesi di importanza strategica per L'Unione europea e per la stabilità politica ed economica dei Balcani. La strada verso l'adesione non è facile, ma ho fiducia che con la necessaria determinazione politica questi due paesi riusciranno a soddisfare i requisiti necessari per la data prevista.
L'Unione europea prenderà inoltre importanti decisioni in un prossimo futuro: innanzitutto, al consiglio europeo di giugno si deciderà se dare il via ai negoziati di adesione con la Croazia, e a dicembre si discuterà della prospettiva di avviare i negoziati di adesione con la Turchia. Il Consiglio dell'Unione europea esaminerà inoltre prossimamente la recente richiesta di adesione formulata dall'exrepubblica jugoslava della Macedonia.
Fedele all'impegno di non tollerare nuove linee divisorie in Europa, la politica di vicinato dell'Unione europea mira a promuovere la stabilità e la prosperità al di là dei nuovi confini dell'Unione, sia a est che a sud. Nell'ambito di questa iniziativa, i capi di Stato e di governo dell'Unione europea adotteranno, nel giugno di quest'anno, una serie di piani d'azione allo scopo di sviluppare la cooperazione e incoraggiare le riforme in una serie di paesi. Questo permetterà di approfondire le relazioni bilaterali esistenti a beneficio sia dell'Unione che dei suoi vicini, consentendo loro di partecipare progressivamente alle politiche e ai programmi principali dell'Ue, compreso il mercato comune.
Moltissimo è già stato fatto, e ci troviamo paradossalmente in una situazione in cui il 1° maggio potrebbe finire con l'essere un anticlimax. I nuovi Stati membri sono ben preparati, e molti aspetti dell'adesione sono già una realtà. A Bruxelles, L'unione a 25 è già pienamente operativa per affrontare le sfide che abbiamo di fronte. L'Unione sta cambiando, in meglio. Contiamo sui nostri nuovi membri per quando sarà il momento di prendere le decisioni difficili. Il loro arrivo serve a ricordarci costantemente l'essenza dell'Unione, diversità nell'unità.
Javier Solana
L'autore è alto rappresentante dell'Ue per la politica estera e di sicurezza (Traduzione di Fabio Galimberti)
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