L'ESPLORAZIONE DEL MONDO DEL SOGNO



La scoperta del movimento dei globi oculari nella fase REM (Rapid eye movement) del sonno, avvenuta nel 1953 ad opera dei ricercatori Aserinsky e Kleitmann e poi riconfermata nel 1979 da Klein e Armitage, ha indotto molti ricercatori della "Ricerca sul sonno" a condurre varie sperimentazioni allo scopo di approfondire la natura del fenomeno.
Alcuni ricercatori si sono limitati a osservare e a catalogare le caratteristiche dell'evento, altri invece hanno tentato di instaurare e di sviluppare una interazione tra il mondo della veglia e la dimensione del sogno.
Qui di seguito alcuni esempi:


1) L'autosuggestione onirica.

Il soggetto si auto-impone, prima di addormentarsi, un tema specifico che dovrà sognare.
Alternativamente il soggetto si impone una frase che possa servire per un richiamo alla consapevolezza nella condizione onirica, ad esempio: "la prossima volta che mi troverò in un sogno voglio ricordarmi che sto sognando"
Questo metodo è usato anche nelle tecniche di autoipnosi.

Nel 1980 l'antropologo Kilton Stewart aveva osservato come presso la popolazione dei Senoi in Malesia ci fosse l'abitudine di insegnare ai bambini di riferire ogni mattina al risveglio i sogni fatti e di tenere sotto controllo il ricordo di quelli più angosciosi.
Ogni piccolo Senoi impara, prima di addormentarsi, a prepararsi ad affrontare ogni pericolo a cui si troverà esposto nei suoi sogni notturni. Se i sogni sono piacevoli non deve rifiutarsi, ma viverli pienamente. Quando sta sognando deve riuscire a modificare il sogno senza fermarsi sino a realizzare un finale positivo degli eventi vissuti in quella condizione.


2) La suggestione ipnotica.

Utilizzata per far evocare al soggetto dormiente un sogno specifico a mezzo dell'ipnosi e guidarlo all'interno degli eventi del sogno. Sono stati fatti nel 1979 ampi esperimenti in questo campo ad opera di Robert Davè della Michigan State University, in USA.
Questo metodo è usato anche per l'apprendimento didattico nel sonno, attraverso l'ascolto passivo della dettatura di dati.


3) L'interazione controllata con il sogno.

In questa esperienza di ricerca veniva tentata la comunicazione tra il ricercatore e il soggetto dormiente in piena attività onirica.
Nel corso degli esperimenti di laboratorio il soggetto dormiente era provvisto di un bracciale in grado di dare piccole scosse elettriche.
Al momento della manifestazione della fase REM il ricercatore, posto accanto al soggetto, dopo aver rilevato il movimento dei suoi bulbi oculari dava corrente al bracciale che, come convenuto in precedenza, costituiva un segnale di avviso al soggetto in fase REM per segnalargli che in quel momento si trovava dentro un sogno.
Il soggetto dormiente rispondeva a sua volta comunicando al ricercatore con una serie di movimenti dei bulbi oculari, anch'essi codificati in precedenza, per trasmettergli dati relativi alla sua condizione onirica. Esperimenti di questo tipo sono stati condotti:
- nel 1977 in Inghilterra, da Keith Hearne presso l'Università di Hull, ispirandosi all'osservazione di Aristotele che sosteneva che a volte "sogniamo sapendo di sognare".
- nel 1984 negli USA, da Cartwright e di Stephen La Berge, quest'ultimo operante presso il Laboratorio per la Ricerca sul Sonno della Stanford University.


4) La tecnica del "Lucid Dreaming".

La tecnica dell'interazione controllata con il sogno è stata poi personalizzata e riproposta negli anni seguenti, con qualche sostanziale variante, dallo statunitense Stephen La Berge che oggi la commercializza in un'isola delle Hawaii.
Nella sua tecnica personalizzata, denominata da lui oggi con il nome di "Lucid Dreamer", viene utilizzata una particolare mascherina battezzata "Nova Dreamer" indossata dal soggetto sul viso prima di dormire. Grazie a due sensori fotoelettrici, posti all'altezza degli occhi, la mascherina consente di rilevare il movimento dei bulbi oculari della fase REM.
Quando questo avviene, i due diodi a luce rossa presenti sulla mascherina, anch'essi all'altezza degli occhi, iniziano a lampeggiare segnalando al soggetto in fase REM che si sta trovando dentro un sogno.
In questo caso il soggetto può prendere coscienza della sua situazione e plasmare consapevolmente l'ambiente e gli eventi del sogno secondo i propri bisogni.
Ecco quindi che gli "onironauti" possono fare cose altrimenti impossibili, come volare sopra una città, correre in salita lungo il fianco di una montagna oppure camminare sul fondo dell'oceano.



Dal libro di Giancarlo Barbadoro "IL SONNO E IL SOGNO LUCIDO", Edizioni Triskel, Torino 2005