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CHE COSA SONO I CERCHI NEL GRANO?
LE IPOTESI SULLA NATURA DEI CROP CIRCLES
Il mistero dei crop circles.
Di tanto in tanto appaiono, nei punti più disparati del pianeta, i crop circles, disegni di natura sconosciuta ricavati nel frumento e alle volte in altri tipi di vegetazione.
Sono realizzati in maniera furtiva e con estrema rapidità di esecuzione e sono realizzati solitamente nel grano come se questo fosse un preciso simbolo da utilizzare.
Non si conosce assolutamente nulla né sulla loro natura d'origine, né sul significato che possono rappresentare, né tantomeno su chi li realizza.
Compaiono quasi all'improvviso: pochi minuti prima non c'era nulla e subito dopo ecco che offrono il loro spettacolo silenzioso ma carico di mistero agli occasionali testimoni. La cosa che più colpisce è che le formazioni grafiche dei crop circles solitamente sono di grandi dimensioni e non facilmente osservabili dal suolo, ma possono essere viste interamente nella loro estensione solo dall'alto.
Sicuramente la loro manifestazione produce un notevole impatto di curiosità sul pubblico e spesso sollecita la curiosità delle autorità militari. In proposito sembra che in Inghilterra i primi siti venissero sorvolati e sorvegliati da aerei e elicotteri militari. In Italia in occasione del caso del Canavese intervennero le forze dell'ordine del posto per gestire la ressa di curiosi che si recavano in zona e furono visti aerei militari sorvolare la zona dei tre siti.
E' indubbio che stabilire le modalità di costruzione di un crop circle significa implicitamente stabilire l'origine del fenomeno e di chi li realizza. Sono state fatte molte ipotesi sulla loro origine allo scopo di penetrare il loro segreto.
Apparentemente si può pensare che i crop circles vengano eseguiti da mani umane, poichè nella loro immediatezza si mostrano come dei semplici disegni ricavati fisicamente nel grano. Tuttavia, ad una più approfondita analisi, si evince che essi rappresentano qualcosa che l'uomo con la tecnologia attuale non può realizzare e che in realtà sono il frutto di una conoscenza molto complessa e di portata non comune.
E' certamente facile per un gruppo di persone, ben addestrate e equipaggiate, realizzare un crop circle. Non è assolutamente impossibile e si possono realizzare anche disegni complessi e su grande estensione. Ma non si ottengono gli stessi risultati né si raggiungono le stesse caratteristiche con cui viene costruito un vero e proprio crop circle.
Le ipotesi degli opinionisti parascientifici.
All'inizio della storia moderna del fenomeno dei crop circles gli "opinionisti parascientifici" o "skeptics" proposero tesi che miravano a ridimensionare la natura inspiegabile del fenomeno proponendo spiegazioni basate su fenomeni ordinari che loro ritenevano le più accreditate.
Tuttavia questi "benpensanti" anche se accontentavano il luogo comune a cui si riferivano, ignoravano molti dati tecnici reperiti a posteriori, relativi alle caratteristiche costruttive dei crop circles.
Anche se ormai queste tesi sono superate dai fatti, vale la pena di elencarle egualmente poichè esse, miranti a mantenere lo status quo delle idee, sono sempre pronte ad essere sciorinate al momento opportuno approfittando nella distrazione del pubblico.
Essenzialmente le tesi degli opinionisti parascientifici riguardavano a tre ipotesi sull'origine dei crop circles:
L'ipotesi dei fenomeni naturali complessi.
Questa teoria si riferiva all'epoca in cui i crop circles si manifestavano solo nella loro forma circolare e li attribuiva a fenomeni naturali quali la pioggia, il vento, a non meglio identificati vortici di plasma e alla manifestazione dei "lay", le correnti telluriche in grado di produrre magnetismo.
Ipotesi smentita dalla successiva complessità dei disegni con cui dopo il 1991 presero a manifestarsi i crop circles.
L'ipotesi della Land Art.
E' anche opinione che i crop circles rappresentino l'operato di Artisti in incognito che lasciano messaggi simbolici attraverso la loro arte espressa nella natura. Segnali non solo rivolti agli uomini, ma protesi verso il cielo come a richiamare antiche presenze dallo spazio.
Se fosse vero si rendebbe implicito che questi sconosciuti Artisti possiederebbero una tecnologia non comune, sviluppata oltre l'ordinario.
L'ipotesi di una attività geosismica sconosciuta del Pianeta.
Secondo questa ipotesi i crop circles sarebbero attribuibili a forze naturali della Terra, intesa come "Gaia", il pianeta vivente che dal suo nucleo vitale invia messaggi specifici agli uomini, i suoi figli. In questo caso si pone in relazione ai crop circles la presenza delle"Earth lights", piccoli globi di luci che presiederebbero alla loro costruzione.
Questa ipotesi comporta che il pianeta sia in grado di possedere una sua intelligenza e una sua volontà cosciente in grado di interagire con l'umanità.
L'ipotesi degli esperimenti segreti militari.
E' stata avanzata l'idea che i crop circles siano il risultato di esperimenti di alta tecnologia effettuata dai militari americani che testano la funzionalità e la duttilità di armi di distruzione. Viene anche fatta l'ipotesi che i crop circles vengano disegnati a mezzo dell'emissione di onde radio ultracorte da satelliti militari.
Ipotesi non sostenibile poichè all'epoca della comparsa dei primi crop circles dell'era attuale, nel 1900, non esisteva nessuna tecnologia compatibile con quella impiegata nella loro costruzione. E i militari a quel tempo non possedevano neppure satelliti in grado di operare dal cielo.
L'ipotesi di alieni che inviano messaggi all'umanità.
Secondo questa ipotesi i crop circles sarebbero segnali lasciati da civiltà aliene per comunicare con l'umanità. Così come gli uomini hanno fatto più volte lanciando verso lo spazio segnali radio e manufatti.
In questo caso, a maggior ragione, si pone in relazione ai crop circles la presenza delle "Earth lights", le luci misteriose che sembrano monitorare la loro costruzione e che rappresenterebbero oggetti tecnologici alieni.
L'ipotesi di viaggiatori del tempo che inviano messaggi all'umanità.
Secondo questa ipotesi i crop circles sarebbero segnali lasciati da viaggiatori del tempo in visita nella nostra epoca per firmare storicamente il loro passaggio, riportato poi dalle cronache sino al loro tempo.
Anche in questo caso si pone in relazione ai crop circles la presenza delle "Earth lights", le luci misteriose che sembrano presiedere alla loro costruzione.
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COME VENGONO REALIZZATI I CROP CIRCLES
I disegni dei crop circles sono realizzati a mezzo dell'abbassamento forzato degli steli al suolo che segue la traccia e l’estensione che viene data agli agroglifi.
Gli steli non sono assolutamente spezzati né in altro caso piegati forzatamente al suolo. Il disegno compare perchè viene applicata una specifica azione sui noduli più vicini al terreno. Questi noduli perdono rigidità e gli steli si coricano al suolo, cadendo come dei bastocelli del gioco dello "Shangai" sovrapponendosi gli uni sugli altri. Nei "corridoi" il coricamento avviene quasi unidirezionalmente, mentre nelle aree circolari assumono un coricamento spiraliforme, alle volte indotto in senso detrorso e altre in senso sinistrorso.
Non si conosce che cosa intervenga esattamente sui noduli interessati al fenomeno, ma si può constatare al microscopio che i noduli perdono la loro struttura, che mantiene verticale lo stelo, poichè risultano "esplosi" all'interno, come avviene per i "pop corn".
Per questo motivo si ritiene che la modificazione strutturale di questi noduli avvenga impiegando una forte azione termica. Si ipotizza che questa possa avvenire a mezzo dell'impiego di una forte e repentina emissione di onde elettromagnetiche ad alta frequenza, simili a quelle presenti all'interno di un forno a microonde.
Quello che sorprende è la selettività e la padronanza dell'azione irradiante che riguarda esclusivamente gli steli che formano il disegno, risparmiando quelli che ne sono al di fuori.
A favore di questa ipotesi si possono tuttavia portare in sostegno, come è stato riscontrato nel caso del crop circle del "Bilanciere" del Canavese, le lievi bruciature mostrate occasionalmente dalle spighe degli steli interessati e il ritrovamento all'interno dei crop circles di insetti e di vari altri piccoli animali dall'aspetto carbonizzato. Esistono anche casi, nei disegni di Venaria in Italia, in cui sono state rinvenute mosche "incollate" dal probabile calore agli steli posti all'interno dei disegni.
Sembra avvalorare questa ipotesi il rinvenimento di microscopiche sfere di biossido di silicio incollate agli steli e alle spighe all'interno dei disegni. Si ritiene infatti che queste sfere vengano formate dalla fusione della sabbia eventualmente posata dal vento sugli steli prima dell'azione termica.
In proposito, si può citare come alcuni ricercatori abbiano osservato, ad esempio nel caso del crop circle di Collumpton, in Inghilterra, la presenza di una polverina bianca trovata all'interno di un disegno nel frumento, ritenuta anch'essa come l'esito del processo di calore con cui vengono formati i crop circles.
Un'altra ipotesi, non meno inquietante da un punto di vista tecnologico, riguarda l'utilizzo di sostanze chimiche che sono in grado di colpire selettivamente le caratteristiche genetiche delle strutture nodulari a terra degli steli. Queste sostanze produrrebbero un ammorbidimento che spappolerebbe la struttura interna dei noduli a terra lasciando cadere gli steli senza spezzarli.
A favore di quest'ulteriore ipotesi si potrebbe citare il caso della "Vela" del Canavese, dove il disegno sembrava essere stato ottenuto da un processo genetico in grado di pilotare la crescita del mais e il piegamento degli steli in una azione temporizzata sui vegetali.
L'effetto di una possibile azione genetica sembrerebbe rivelarsi dagli esperimenti di germinazione, effettuata dalla Commissione per l'Indagine sui Fenomeni Fortiani della Ecospirituality Foundation, sui semi raccolti dalle spighe di frumento all'interno del crop circle del "Bilanciere" nel Canavese. In questi esperimenti si ebbe modo di osservare e documentare la germinazione alterata prodotta da questi semi rispetto a quella di altri raccolti a pochi metri dal disegno.
La realizzazione dei crop circles avviene, come documentato, in pochissimo tempo. Solitamente di notte, alle volte addirittura a ridosso delle abitazioni e in qualche caso anche di giorno, senza che nessun testimone abbia potuto osservare il momento della loro realizzazione.
Si rileva anche l'assenza di impronte sul terreno o nel frumento da parte di chi li realizza.
Ci sono testimonianze, anche queste documentate come quelle del caso dei tre crop circles del Canavese in Italia, che riportano la presenza di sfere luminose di ridotte dimensioni al di sopra dei campi dove poi sono stati scoperti i crop circles.
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LE CARATTERISTICHE STRUTTURALI DEI CROP CIRCLES
Il ritrovamento dei tre crop circles rilevati nell'area del Canavese in Italia si è rivelato molto importante ed ha permesso alla Commissione per l'Indagine sui Fenomeni Fortiani di compiere significativi passi in avanti circa la comprensione del fenomeno.
I tre crop circles del caso dell'area del Canavese hanno manifestate le caratteristiche di tre strutture standard a cui si possono ricollegare i disegni che appaiono su tutti i continenti del pianeta. I reperti raccolti rappresentano un caso emblematico che hanno consentito di studiare accuratamente i meccanismi e approfondire le ipotesi sulla natura dei loro costruttori.
Si possono pertanto evidenziare, sulla scorta di una esperienza diretta in loco, le principali caratteristiche che sono manifestate dai crop circles e che identificano la specificità del fenomeno, distinguendola dalle frodi degli Hoaxers.
I dati raccolti consentono di definire una sorta di identikit del fenomeno dei crop circles:
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LE ANOMALIE E GLI EFFETTI SOGGETTIVI RISCONTRATI ALL'INTERNO DEI CROP CIRCLES
Le indagini effettuate in maniera diretta all'interno di ulteriori crop circles, oltre a quelli del Canavese, hanno consentito di raccogliere anche testimonianze di anomalie e di effetti soggettivi non convenzionali che proponiamo per dovere di cronaca:
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Dal libro
IL MISTERO DEI CERCHI NEL GRANO E LA TRADIZIONE DEI CELTI
a cura di Giancarlo Barbadoro
Triskel Editrice, 2006
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