E SE FOSSERO GLI ALIENI?

Le sfere luminose di origine sconosciuta che appaiono nel cielo dei siti e le tecniche d'avanguardia con cui sono costruiti i crop circles lasciano aperta la strada all'ipotesi fantascientifica di una possibile partecipazione aliena al fenomeno

I crop circles rappresentano indubbiamente un fenomeno che finora non è stato spiegato e di cui non si conoscono né la sua reale origine né le sue effettive finalità.
Un fenomeno che nella sua semplicità, nella struttura e nell'integrità strutturale è stato impossibile riprodurre. Un evento che ha dato origine alle più disparate ipotesi di lavoro e che porta ad orientamenti diversi di atteggiamento e di ricerca. Ci sembra abbastanza evidente, facendo ricorso ai parallelismi delle opere lasciate dagli antichi e tenendo conto della tormentata storia del continente europeo, che nella realizzazione dei crop circles potrebbe esserci il concorso di qualche minoranza etnica che in questo modo vuole testimoniare la sua presenza culturale e i valori di un'antica conoscenza. Una sorta di provocazione in un'epoca storica dove i loro valori e l'origine della storia europea sono negati, cancellati e modificati dai sopravvenuti conquistatori.
Ma tutto questo non sembra spiegare la tecnologia con cui i cerchi, apparentemente imputabili all'esito di un lavoro manuale, sembrano in realtà essere fatti.

Un documento che cerca una spiegazione: tre globi luminosi fotografati dall'aereo mentre procedono in formazione in prossimità del crop circle del "Bilanciere", nel Canavese in Italia
I crop circles sembrano infatti essere il frutto di opere eseguite comunque dall'uomo, ma che dire della tecnologia impiegata per realizzarli?
A vederli si direbbe che i crop circles siano opere tutto sommato complesse per la manualità apparentemente necessaria e per l'abilità e il tempo considerevole da dedicarvi. Ma sono comunque interpretabili come opere che possono rientrare nella normalità dell'ordinario. Sembrano essere niente più che disegni tracciati da qualcuno nei campi di grano per stupire il prossimo. Inspiegabili, ma a portata di mano, niente di più e niente di meno che una parte ancora inspiegata del paesaggio. Tuttavia, se ci si addentra nel fenomeno, ci si accorge che non è proprio così. Nella creazione dei crop circles, anche se fatti nell'erba, non c'è solo abilità e ingegno, ma c'è soprattutto tecnologia. Una tecnologia che tuttavia non ci è consueta.
Infatti, a quanto risulta finora dall'indagine compiuta sui materiali raccolti all'interno dei siti, i cerchi nel grano sembrano essere realizzati con l'impiego di brevi ma intensi flash di microonde che agiscono sugli steli e ne facilitano la loro piegatura, lasciando tracce di un intenso calore.
Ma quali apparati possono consentire di attuare una cosa del genere? Quali possono essere le fonti di energia, di dimensioni non certamente tascabili, che i costruttori dei crop circles si portano appresso? Possibile che apparati del genere non destino la curiosità di nessuno? Possibile che i costruttori non lascino tracce di nessun genere nei campi di grano e che passino inosservati mentre compiono il loro lavoro, eseguito oltretutto con una rapidità senza confronti?

L'ingrandimento dei tre globi luminosi in formazione in prossimità del "Bilanciere"
È inevitabile che, in mancanza di altre possibili risposte, visto che il fenomeno c'è ed è evidente in tutta la sua voluminosa casistica, si possa prendere in considerazione anche l'ipotesi di una partecipazione aliena al fenomeno dei crop circles.
È ben vero che ci sono stati casi in cui i cerchi sono stati realizzati da hoaxers e da vari opinionisti parascientifici in vena di smantellare questa specifica ipotesi da loro temuta, ma è ben vero che i crop circles che hanno costruito erano dei semplici disegni ottenuti schiacciando il grano dopo ore di faticoso lavoro. Nulla a che vedere con quelli veri che presentano caratteristiche costruttive ben precise e inquietanti dal punto di vista scientifico.
I veri crop circle sembrerebbero realizzati con l'impiego di una tecnologia sconosciuta. Legittimo pensare ad un'opera di natura aliena.
Inutile dire che se la partecipazione aliena nella realizzazione dei crop circles risultasse credibile aprirebbe a valutazioni e a prospettive sociali che non riusciamo completamente ad immaginare, la cui portata storica sarebbe determinante per l'umanità.
Innanzitutto porterebbe a valutare che esiste davvero altra vita intelligente e che questa è in grado di interagire con l'umanità giocando a rimpiattino con i sistemi di governo, quasi irridendoli delle loro certezze con la manifestazione di un fenomeno che manifesta una tecnologia e una modalità operativa assolutamente sconosciuta.
Nel prendere in esame il fenomeno dei crop circles, non possiamo trascurare o forzatamente dimenticare le numerose testimonianze che riguardano l'osservazione di oggetti volanti non identificati, visti e fotografati mentre sorvolano sui siti in cui sono apparsi gli agroglifi. Testimonianze che beninteso potrebbero essere anche opinabili e riconducibili in un certo numero al protagonismo o agli interessi di parte degli stessi testimoni, ma che tuttavia non possono essere smentite a priori.

Uno sciame di globi luminosi fotografati sul "Bilanciere" sembrano percorrere il tracciato del disegno del crop circle
Altri testimoni ancora hanno asserito di aver visto delle sfere luminose di piccole dimensioni muoversi in cerchio al di sopra di altri crop circles.
Alcuni affermano addirittura di aver visto formarsi il disegno dell'agroglifo a seguito del loro ripetuto passaggio. Anche per quanto riguarda i crop circles scoperti e studiati nell'area eporediese (Ivrea) sembrano esserci fenonomeni anomali e non spiegabili che non sfuggono a questa fenomenologia.
Ci sono infatti testimoni, al di sopra di ogni possibile sospetto di protagonismo e che hanno chiesto di mantenere l'anonimato, che hanno rilasciato dichiarazioni in cui asseriscono di aver visto dei globi luminosi colorati volteggiare nel cielo per poi dirigersi verso uno dei tre siti dove, il mattino dopo, sarebbero apparsi i crop circles.
Ma non esiste solamente questa testimonianza verbale. Nell'analizzare le numerose fotografie che sono state prese dai testimoni in volo al di sopra dell'area interessata ci si è imbattuti in immagini che rivelano inequivocabilmente la presenza di inspiegabili punti luminosi stazionati sui crop circles.
In particolare, al di sopra del sito dove è apparso il crop circle definito come "il Bilanciere", si possono osservare questi oggetti mentre si muovono apparentemente in formazione nel cielo oppure sostare al di sopra dello stesso disegno. È difficile pensare che si tratti di impurità della pellicola, in quanto l'ingrandimento degli oggetti, che appaiono sempre lattescenti e luminosi, mostra come questi possiedano bordi perfettamente regolari, ben definiti e circolari.
Si può addirittura osservare una certa tridimensionalità nella prospettiva con cui questi oggetti sono stati fotografati, tenendo conto della luminosità che li caratterizza e che risulta più viva per quelli vicini all'osservatore e più debole per quelli lontani.

L'ingrandimento di uno degli inspiegabili globi luminosi fotografati sul crop circle del "Bilanciere" del Canavese nel 2003
Le loro immagini appaiono integrate con il resto della fotografia e non lasciano pensare ad un possibile difetto della pellicola. L'esame del supporto fotografico ha smentito ogni possibile ipotesi che si trattasse di un difetto della pellicola o dell'emulsione dello sviluppo. Le stampe, ripetute più volte, hanno portato alla restituzione visiva degli stessi oggetti.
Tutto sta ad indicare che gli oggetti in questione erano sul sito del crop circle e che sono stati effettivamente fotografati. Adesso resta da spiegare che cosa possano essere.
In un'altra foto, tra quelle prese in esame, sempre presa dall'aereo a bassa quota sul "Bilanciere", si vede addirittura uno sciame di queste sferette che si assiepa sul crop circle. Sembra impossibile appellarsi all'effetto di un difetto della pellicola e meno ancora alla casualità della loro posizione. La loro presenza sul sito è equamente distribuita, per una coincidenza che sembra aver poco di casuale, su ciascuno degli elementi che costituiscono il disegno. Quasi a confermare quanto è stato osservato in altri casi simili, sembra che stiano esplorando i vari tracciati del disegno come se stessero osservando o controllando il lavoro compiuto.
Ma ci possiamo chiedere legittimamente a questo punto: compiuto da chi?
Fintanto che non si troverà una risposta ragionevole ed esaustiva dell'origine dei crop circles non si potrà evitare di dare spazio ad ogni possibile ipotesi che cerchi di spiegare l'impossibile. Neppure alle ipotesi che si possono considerare impossibili.


Dal libro
IL MISTERO DEI CERCHI NEL GRANO E LA TRADIZIONE DEI CELTI
a cura di Giancarlo Barbadoro
Triskel Editrice, 2006