L'ESPERIENZA TRANSPERSONALE

I Popoli naturali affermano che sia l'esistenza che l'individuo appartengono ad un fenomeno globale, e che l'attività e le funzoni del cervello determinano la percezione e l'identificazione di tre piani di esistenza con cui lo stesso individuo si relaziona all'esistenza:

  1. Il "mondo soggettivo" o mondo virtuale.
    Rappresenta la dimensione vissuta dall'individuo che vive l'esistenza mediandola attraverso il prodotto della sua immaginazione o attraverso l'immedesimazione nei parametri comportamentali sociali.
    Esperienza che sostanzialmente si può vivere immersi nelle proprie convinzioni e passioni o semplicemente leggendo un qualsiasi romanzo.
  2. Il "mondo del visibile quotidiano" o mondo primario.
    Rappresenta la dimensione vissuta dall'individuo che vive il senso dell'esistenza mediandola attraverso la percezione della materia, quale apparenza di un mondo esterno. Mondo che funge da piattaforma comune su cui interagiscono tutte le specie viventi che possiedono una familiarità tra di loro, fornite di un cervello e di apparati sensoriali.
  3. Il "mondo invisibile".
    Secondo la cultura dei Popoli naturali fa da supporto a quello primario, intendendo la materia solo come una fascia di rilevazione cerebrale appartenente ad una dimensione di esistenza più estesa.
    Il piano dello stato di realtà, sebbene sottenda alla propria logica il mondo del visibile, non è solitamente percepibile nell'esperienza ordinaria, ma rappresenta una realtà globale in cui tutto esiste e trova spiegazione.
    La percezione del "mondo invisibile" è intuitiva ed è una prerogativa della coscienza: il cervello non prevede la sua rilevazione poichè questa percezione è al di là delle sue competenze funzionali. Per poterla attuare è necessario sottrarsi alla ipoteca sensoriale della mente.
    I Popoli naturali attribuiscono al mondo Invisibile la qualità percettiva ravvisabile nel concetto mistico di Mistero.

I Popoli naturali affermano che l'individuo vive il suo rapporto con lo stato di realtà attraverso tre piani di competenza esperienziale:

  1. il piano del corpo con cui l'individuo si relaziona con i fenomeni della materia.
    Esso si identifica con la struttura meccanica e metabolica dell'apparato biologico, e' fornito di sensi che consentono di ottenere dati sul mondo esterno.
  2. il piano della mente con cui l'individuo vive l'elaborazione immaginativa e emotiva dei dati ricavati dai sensi nel mondo primario.
    Può essere inteso come l'intera sfera psichica sede del pensiero e delle emozioni. Si identifica con l'attivita' emotiva e di pensiero. Elabora i dati del mondo esterno che riceve attraverso i sensi e si rapporta ad essi.
  3. il piano della coscienza.
    Stato di coscienza-conoscenza aperto al piano reale dei fenomeni dell'esistenza e puo' vivere la natura assoluta e essenziale della realta', ovvero la natura del Vuoto.

I Popoli naturali affermano che solo il piano della coscienza, operante senza filtri poichè posta al di là delle sensazioni del corpo e della mente, è in grado di percepire il piano del "mondo invisibile" e di rapportarsi ad esso.
In questo caso lo stato percettivo di coscienza assume una qualità esperienziale di tipo transpersonale, ovvero è posto al di là della produzione percettiva e dell'attività funzionale del cervello.

In questo caso lo stato percettivo di coscienza assume una qualità esperienziale di tipo transpersonale, ovvero è posto al di là della produzione percettiva e dell'attività funzionale del cervello.
Nella cultura dei Popoli naturali lo stato percettivo di coscienza si identifica con la qualità spirituale, una qualità mistica in grado di percepire la manifestazione e l'immanenza del Mistero. Inteso questo come la natura causale e esaustiva del senso dell'esistenza e dell'individuo stesso che e' espressa dal mondo invisibile.
In questo caso lo stato percettivo di coscienza, uscendo al di fuori dalla soggettivazione sensoriale e mentale, può dar corpo alla sua capacità percettiva rappresentata dall'esperienza della "Visione", una esperienza percettiva propria dello spirito che nulla ha a che fare con la capacità immaginativa della mente. Un'esperienza che mette l'individuo in relazione con il mondo invisibile, inteso come la natura reale dell'esistenza, e permette di indirizzare la propria esistenza al benessere quotidiano e al proprio completamento metafisico.
L'interazione esperienziale e il riferimento dell'individuo alla realta' del mondo Invisibile porta al benessere e alla conoscenza.

Nella cultura dei Popoli naturali si afferma che non esiste un effettivo stato percettivo di coscienza se questo non si rapporta al piano reale dell'esistenza estendendo l'orizzonte percettivo di riferimento al piano globale della realtà. Ovvero non c'è effettivo stato di coscienza se questo non è in grado di percepire il Mistero e la sua immanenza.
Lo stato percettivo di coscienza diviene pertanto la percezione e l'identificazione della natura mistica dell'esistenza, l'integrazione cosciente e cognitiva nella dimensione dello Shan, il trascendente posto al di là dell'ordinario quotidiano.





Dal libro di Giancarlo Barbadoro "ARMONIA E CREATIVITA' DELLA MEDITAZIONE",
Edizioni Triskel, Torino 2005