L'ARTE DI SECOND LIFE
Stili paralleli
Musei che sono la fotocopia di quelli veri, aste e gallerie digitali, un nuovo mercato in concorrenza con quello tradizionale. I tecnocreativi lanciano la sfida. E Firenze prepara una grande mostra.
Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Second life (Sl) è un mondo virtuale che oggi conta 13 milioni di residenti. Persone reali che hanno deciso di costruirsi una seconda vita digitale. Gli abitanti di Sl entrano in questo mondo via internet (www.secondlife.com), vivono, camminano e interagiscono attraverso un alter ego virtuale che viene chiamato avatar: un proprio doppio a tre dimensioni fatto di bit. Il divertimento per smanettoni del computer si è trasformato in fenomeno di costume. Un mondo virtuale (la scorsa settimana ha compiuto il quinto compleanno) fatto di case da arredare, negozi da visitare e giornate da vivere. Un posto dove ogni giorno vengono spesi 1 milione e mezzo di dollari reali per comprare beni che esistono solo sullo schermo del pc. Ma ora in questa realtà parallela sta fiorendo qualcosa di nuovo: l'arte. “Un fenomeno destinato a travalicare i confini del virtuale per irrompere prepotentemente nella realtà” racconta Mario Gerosa, tra i massimi esperti italiani di mondi cibernetici, giornalista e scrittore (ha sfornato tre libri su Sl) e fondatore della Synthravels, la prima agenzia di viaggi per i mondi virtuali. Da lui, nei panni di novello Virgilio, Panorama si è fatto accompagnare alla scoperta dell'arte di Sl.
Gerosa è anche l'organizzatore di Rinascimento virtuale, la prima grande mostra italiana dove le opere virtuali verranno esposte in un museo reale. Mostra che si terrà a Firenze al Museo di storia naturale, dal 21 ottobre 2008 al 7 gennaio 2009.
“Puntare su sconosciuti di genio è affascinante e al tempo stesso rischioso” avverte Gerosa. In ogni caso il mercato dell'arte virtuale è in crescita. All'inizio del 2007, nella Galleria di Fabio Paris a Brescia, si è tenuta la mostra Lol di Eva e Franco Mattes, due nomi piuttosto affermati nell'ambito della Net art, che hanno proposto 13 ritratti di avatar, fotografie scattate in Sl, stampate in grande formato e vendute anche a 7 mila euro.
Recentemente Paris ha bissato l'esperienza con una mostra dedicata a Gazira Babeli, un'enigmatica artista la cui vera identità è mantenuta segreta. “Paris le opere di Gazira le ha portate anche ad Art Basel (la celebre Fiera di Basilea, ndr), dove c'era qualche collezionista interessato a vederle”.
Si difende bene anche Marco Cadioli, alias Marco Manray, il net reporter che ha pubblicato le sue foto su El País e Libération e le ha esposte alla Galleria Overfoto a Napoli e in Sl. “Cadioli Manray è un nome piuttosto noto nel giro degli appassionati, per una stampa fotografica di 160 per 120 centimetri si spendono circa 2 mila euro” racconta Gerosa.
Nell'estate 2007 il Museumsquartier di Vienna ha allestito un'esposizione intitolata The Second life experience e subito dopo, allo Statens Museum for Kunst di Copenaghen, sono state proposte quattro mostre in cui vari artisti del mondo vero si sono misurati con Sl.
E per chi vuole spendere meno? “Si calcola che su SL ci siano circa 500 gallerie d'arte” continua Gerosa “dove si può comprare un quadro di 100 per 120 centimetri al prezzo di 1.000 Linden dollars (la valuta di Sl, ndr), ossia poco più di 3 dollari Usa. Poi il quadro si può appendere nella propria casa virtuale”.
Può anche succedere che un'opera scelta per il salotto virtuale sia talmente bella da convincere un collezionista ad appenderla anche in quello vero. “In questo caso basta contattare l'artista, chiedere quanto vuole per la foto in alta risoluzione e stamparla”.
Per gli intenditori c'è Avatrait, la prima galleria al mondo specializzata in arte di Sl da esportare nel mondo vero. In autunno Avatrait, visto il successo online, aprirà come galleria tradizionale a Chicago. Precisa Greg Houston, il titolare di Avatrait: “Abbiamo cominciato a creare “collectors series”, firmate e certificate. Il prezzo di una di queste serie è di 30 mila dollari Usa. Altri lavori, venduti singolarmente, costano da 3 mila a 15 mila”.
L'arte in Sl ha già una definizione? “Il problema è che non ci sono stili consolidati, accettati dalla critica” risponde Gerosa, che nel suo ultimo libro, Rinascimento virtuale, ha coniato per l'occasione il termine “postkitsch”. “Qualcuno si è sbilanciato e ha parlato di impressionismo digitale, ma c'è chi cataloga queste opere come appartenenti al surrealismo emozionale o al tecnoromanticismo”. Definizioni a parte, stanno sorgendo musei virtuali, come quello del Metaverso, gestito da Roxelo Babenco, alias Rosanna Galvani, o del Second Louvre, che del vero museo parigino ha soltanto l'involucro, dato che contiene solo opere preparate per Sl.
A chi si chiede se queste opere possano mandare in pensione quelle reali risponde il critico d'arte Philippe Daverio: “Le immagini fatte di bit non potranno mai sostituire le pennellate su tele vere. Virtuale e reale sono destinati a convivere”.
Non è solo fatta da artisti sconosciuti l'arte in Sl. Per esempio, i dipinti delle Staatliche Kunstsammiungen di Dresda sono esposti anche in Sl, in una replica perfetta del museo, dove si possono visitare le sale con il proprio avatar per ammirare i capolavori di Bruegel, Murillo, Vermeer. Altri esempi non mancano: la sede in Sl dell'Istituto italiano di cultura ospita repliche di dipinti di Omar Galliani, Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis e Stefano Di Stasio.
Il Design Museum di Londra ha scelto Sl per ospitare alcune conferenze sull'architettura e la Fondazione valore Italia ha ricostruito, in Sl, il Palazzo della civiltà all'Eur, per presentare in anteprima una grande mostra permanente sul meglio del made in Italy. Musei come la Tate Modern hanno buttato un occhio sul mondo virtuale e si dice che anche l'architetto Frank Gehry si prepari a debuttare in Sl.
“Oltre alle riproposizioni di gallerie reali” conclude Gerosa “trovo interessante quella che su Sl è conosciuta come Virtual starry night: un posto dove ti sembra di far parte di un quadro di van Gogh e ti siedi col tuo avatar al tavolino del Caffè di notte”.
E la galleria virtuale diventa trampolino per il business reale
CYBERARTISTA E MERCANTE
Crede nelle potenzialità di Second life anche Ottavio Fabbri (foto), proprietario di due gallerie: la Monte-Carlo art gallery e la gemella a Milano (via Bigli 11), dove espone e vende opere moderne e antiche.Nelle sale si possono trovare quadri di Warhol come di Rubens e Tintoretto.
“Partirà in autunno” anticipa Fabbri”una versione virtuale delle mie gallerie reali: si chiamerà Avatart, ma non sarà una semplice riproposizione fatta di bit delle opere che espongo. I quadri della mia galleria virtuale, infatti, potranno essere acquistati ed esposti nelle case”.
L'iniziativa rende Ottavio Fabbri, figlio dell'editore Dino, che contribuì alla diffusione della conoscenza in Italia con le enciclopedie a fascicoli vendute in edicola, un pioniere e un precursore in Second life.
Per vedere molte immagini della mostra “Rinascimento virtuale” cliccare http://gallery2.panorama.it/gallery/canali/cult.html
GUIDO CASTELLANO
PANORAMA
3 luglio 2008
|