IMPRESE & BUSINESS E SECOND LIFE

Le imprese e il business del Mondo primario su Second Life




L'ARTE DI SECOND LIFE
Stili paralleli
Musei che sono la fotocopia di quelli veri, aste e gallerie digitali, un nuovo mercato in concorrenza con quello tradizionale. I tecnocreativi lanciano la sfida. E Firenze prepara una grande mostra.

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Second life (Sl) è un mondo virtuale che oggi conta 13 milioni di residenti. Persone reali che hanno deciso di costruirsi una seconda vita digitale. Gli abitanti di Sl entrano in questo mondo via internet (www.secondlife.com), vivono, camminano e interagiscono attraverso un alter ego virtuale che viene chiamato avatar: un proprio doppio a tre dimensioni fatto di bit. Il divertimento per smanettoni del computer si è trasformato in fenomeno di costume. Un mondo virtuale (la scorsa settimana ha compiuto il quinto compleanno) fatto di case da arredare, negozi da visitare e giornate da vivere. Un posto dove ogni giorno vengono spesi 1 milione e mezzo di dollari reali per comprare beni che esistono solo sullo schermo del pc. Ma ora in questa realtà parallela sta fiorendo qualcosa di nuovo: l'arte. “Un fenomeno destinato a travalicare i confini del virtuale per irrompere prepotentemente nella realtà” racconta Mario Gerosa, tra i massimi esperti italiani di mondi cibernetici, giornalista e scrittore (ha sfornato tre libri su Sl) e fondatore della Synthravels, la prima agenzia di viaggi per i mondi virtuali. Da lui, nei panni di novello Virgilio, Panorama si è fatto accompagnare alla scoperta dell'arte di Sl.
Gerosa è anche l'organizzatore di Rinascimento virtuale, la prima grande mostra italiana dove le opere virtuali verranno esposte in un museo reale. Mostra che si terrà a Firenze al Museo di storia naturale, dal 21 ottobre 2008 al 7 gennaio 2009.
“Puntare su sconosciuti di genio è affascinante e al tempo stesso rischioso” avverte Gerosa. In ogni caso il mercato dell'arte virtuale è in crescita. All'inizio del 2007, nella Galleria di Fabio Paris a Brescia, si è tenuta la mostra Lol di Eva e Franco Mattes, due nomi piuttosto affermati nell'ambito della Net art, che hanno proposto 13 ritratti di avatar, fotografie scattate in Sl, stampate in grande formato e vendute anche a 7 mila euro.
Recentemente Paris ha bissato l'esperienza con una mostra dedicata a Gazira Babeli, un'enigmatica artista la cui vera identità è mantenuta segreta. “Paris le opere di Gazira le ha portate anche ad Art Basel (la celebre Fiera di Basilea, ndr), dove c'era qualche collezionista interessato a vederle”.
Si difende bene anche Marco Cadioli, alias Marco Manray, il net reporter che ha pubblicato le sue foto su El País e Libération e le ha esposte alla Galleria Overfoto a Napoli e in Sl. “Cadioli Manray è un nome piuttosto noto nel giro degli appassionati, per una stampa fotografica di 160 per 120 centimetri si spendono circa 2 mila euro” racconta Gerosa.
Nell'estate 2007 il Museumsquartier di Vienna ha allestito un'esposizione intitolata The Second life experience e subito dopo, allo Statens Museum for Kunst di Copenaghen, sono state proposte quattro mostre in cui vari artisti del mondo vero si sono misurati con Sl.
E per chi vuole spendere meno? “Si calcola che su SL ci siano circa 500 gallerie d'arte” continua Gerosa “dove si può comprare un quadro di 100 per 120 centimetri al prezzo di 1.000 Linden dollars (la valuta di Sl, ndr), ossia poco più di 3 dollari Usa. Poi il quadro si può appendere nella propria casa virtuale”.
Può anche succedere che un'opera scelta per il salotto virtuale sia talmente bella da convincere un collezionista ad appenderla anche in quello vero. “In questo caso basta contattare l'artista, chiedere quanto vuole per la foto in alta risoluzione e stamparla”.
Per gli intenditori c'è Avatrait, la prima galleria al mondo specializzata in arte di Sl da esportare nel mondo vero. In autunno Avatrait, visto il successo online, aprirà come galleria tradizionale a Chicago. Precisa Greg Houston, il titolare di Avatrait: “Abbiamo cominciato a creare “collectors series”, firmate e certificate. Il prezzo di una di queste serie è di 30 mila dollari Usa. Altri lavori, venduti singolarmente, costano da 3 mila a 15 mila”.
L'arte in Sl ha già una definizione? “Il problema è che non ci sono stili consolidati, accettati dalla critica” risponde Gerosa, che nel suo ultimo libro, Rinascimento virtuale, ha coniato per l'occasione il termine “postkitsch”. “Qualcuno si è sbilanciato e ha parlato di impressionismo digitale, ma c'è chi cataloga queste opere come appartenenti al surrealismo emozionale o al tecnoromanticismo”.
Definizioni a parte, stanno sorgendo musei virtuali, come quello del Metaverso, gestito da Roxelo Babenco, alias Rosanna Galvani, o del Second Louvre, che del vero museo parigino ha soltanto l'involucro, dato che contiene solo opere preparate per Sl.
A chi si chiede se queste opere possano mandare in pensione quelle reali risponde il critico d'arte Philippe Daverio: “Le immagini fatte di bit non potranno mai sostituire le pennellate su tele vere. Virtuale e reale sono destinati a convivere”.
Non è solo fatta da artisti sconosciuti l'arte in Sl. Per esempio, i dipinti delle Staatliche Kunstsammiungen di Dresda sono esposti anche in Sl, in una replica perfetta del museo, dove si possono visitare le sale con il proprio avatar per ammirare i capolavori di Bruegel, Murillo, Vermeer. Altri esempi non mancano: la sede in Sl dell'Istituto italiano di cultura ospita repliche di dipinti di Omar Galliani, Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis e Stefano Di Stasio.
Il Design Museum di Londra ha scelto Sl per ospitare alcune conferenze sull'architettura e la Fondazione valore Italia ha ricostruito, in Sl, il Palazzo della civiltà all'Eur, per presentare in anteprima una grande mostra permanente sul meglio del made in Italy. Musei come la Tate Modern hanno buttato un occhio sul mondo virtuale e si dice che anche l'architetto Frank Gehry si prepari a debuttare in Sl.
“Oltre alle riproposizioni di gallerie reali” conclude Gerosa “trovo interessante quella che su Sl è conosciuta come Virtual starry night: un posto dove ti sembra di far parte di un quadro di van Gogh e ti siedi col tuo avatar al tavolino del Caffè di notte”.

E la galleria virtuale diventa trampolino per il business reale
CYBERARTISTA E MERCANTE
Crede nelle potenzialità di Second life anche Ottavio Fabbri (foto), proprietario di due gallerie: la Monte-Carlo art gallery e la gemella a Milano (via Bigli 11), dove espone e vende opere moderne e antiche.Nelle sale si possono trovare quadri di Warhol come di Rubens e Tintoretto. “Partirà in autunno” anticipa Fabbri”una versione virtuale delle mie gallerie reali: si chiamerà Avatart, ma non sarà una semplice riproposizione fatta di bit delle opere che espongo. I quadri della mia galleria virtuale, infatti, potranno essere acquistati ed esposti nelle case”. L'iniziativa rende Ottavio Fabbri, figlio dell'editore Dino, che contribuì alla diffusione della conoscenza in Italia con le enciclopedie a fascicoli vendute in edicola, un pioniere e un precursore in Second life.

Per vedere molte immagini della mostra “Rinascimento virtuale” cliccare http://gallery2.panorama.it/gallery/canali/cult.html

GUIDO CASTELLANO
PANORAMA
3 luglio 2008

AVATAR DAL POLLICE VERDE PER INTEL
Anche gli avatar hanno una coscienza e magari ce l’hanno verde. Lo dimostra il successo che sta avendo l’iniziativa green di Intel, che ha deciso di trasformare la sua formalissima sede ufficiale virtuale in un campo di girasoli simbolici: per ogni fiore piantato, l’azienda di Santa Clara donerà un dollaro – fino a un tetto di 10 mila dollari – alla Conservation International Foundation, fondazione non profit che lavora per proteggere l’equilibrio fra natura e uomo, per salvare aree a rischio, per stimolare nei governi l’attenzione all’ambiente. Se si è residenti negli Stati Uniti e nel Canada, poi, si può concorrere all’estrazione di un premio del tutto reale: un notebook Gateway P-171X FX Edition. C’è tempo fino al 13 aprile.

Come funziona
Entrando nell’isola di Intel, da quando l’iniziativa è partita si incontrano molte persone a tutte le ore. Scene improbabili di donne vestite da veline con tacchi a spillo che si aggirano per le terre da coltivare rallegrano l’atmosfera. Un bel cartellone blu per monitorare che cosa sta accadendo – alle 11 e 45 di questa mattina si era già superata la quota di 48 mila – e tanti pannelli esplicativi per capire che cosa fare: è sufficiente prendere una busta di semini al chiosco di accoglienza e poi scegliere il luogo preferito per far crescere la propria piantina. Infine, basta un click per veder germogliare il girasole con il proprio nome. Gioia che dura poco in quanto gli spazi vengono riciclati. Ci si può però consolare con il regalo di un portatile in pixel, un simpatico presente che serve ad arricchire il corredo dei propri personaggi virtuali.

Perchè
A che serve continuare a fare gli agricoltori quando la quota dei soldi destinati alla donazione è stata ampiamente superata? Qualche malizioso dirà che si fa pubblicità al gigante dei chip, ma c’è anche dell’altro: si dà sostegno e voce all’iniziativa che quest’ultimo sta portando avanti all’interno delle proprie mura. Lo spiega il sito di Intel: i girasoli sono capaci di ridare sostanze preziose alla terra affaticata dalle coltivazioni. Rigenerano, producono sostanze nutritive, portano gioia e colore. Così l’azienda di Santa Clara prima li ha piantati nel mondo vero e poi nel secondo mondo pubblicizzando così la sua politica a favore dell’utilizzo di materiali sicuri per la salute e l’ambiente. Sta infatti rimuovendo dai propri prodotti sostanze sospette o notoriamente pericolose come il piombo.

SERENA PATIERNO
IL SECOLO XIX
1 aprile 2008

ARMANI APRE UN NEGOZIO IN SECOND LIFE
Dopo la partnership con Samsung per cellulari, tv ed altri oggetti elettronici, Armani fa un altro passo nel mondo della tecnologia. È di ieri infatti l’annuncio che lo stilista milanese ha aperto un negozio in Second Life. Lo store è l’immagine speculare dell’edificio Emporio Armani in via Manzoni a Milano ed è realizzato in collaborazione con Saatchi & Saatchi Italia e con Virtual Italian Parks. Venderà abiti virtuali per gli oltre 9 milioni e mezzo di residenti di Second Life, ma anche pantaloni, giacche, camicie ed altro per uomini e donne reali. Da Second Life sarà possibile scegliere un indumento, per acquistarlo poi sullo store online di Armani. Pagamento non in Linden dollari, stavolta, ma con carta di credito.
«Oggi la democrazia che vige su internet mi ha permesso di fare un ulteriore passo - ha spiegato Giorgio Armani- il mio primo negozio su Second Life. Ecco che finalmente riesco a essere in due luoghi contemporaneamente». E infatti ieri l'avatar dello stilista ha partecipato ad una conferenza stampa virtuale per presentrare il negozio: occhi chiari, capelli candidi, t-shirt blu e pantaloni in tint, proprio come il vero Armani.

LaStampa.it
27 settembre 2007

In vetrina su Second Life il presente e il futuro dell'energia
Per vivere e conoscere i grandi progetti nasce EnelPARK, un parco didattico per gli avatar della comunità web
Dal 24 luglio è possibile approdare su EnelPARK, l'isola Enel all'interno di Second Life. L'azienda italiana leader nel settore energetico, con un passato dalla lunga storia e lo sguardo sempre rivolto al futuro e all'innovazione, ha deciso di essere presente nella comunità virtuale tridimensionale on line, nata su internet nel 2003 grazie a un'idea della società americana Linden Lab.
Le trasformazioni degli ultimi anni mostrano una nuova Enel, che guarda con interesse oltre i confini nazionali. È una risposta all'esigenza di crescere in nuovi mercati e nuove terre, anche se virtuali. L'isola su Second Life è un riflesso, una vetrina delle molteplici attività in cui l'azienda è impegnata. Riproponendo nel mondo della Rete le sue caratteristiche principali per farle conoscere ai "residenti" (si chiamano così gli abitanti di questo mondo virtuale), Enel offre la possibilità di conoscere, interagendo, le sue più recenti iniziative.
Quando Enel parla di energia lo fa a 360° gradi: da quella dei lampioni a quella delle idee. Questa energia è molto più della corrente elettrica che arriva nelle nostre case e nelle nostre aziende. È uno spirito, una forza che spinge ad andare oltre i risultati ottenuti, verso la realizzazione dei desideri. Il modo in cui questa energia viene prodotta non è disgiunto alla sua qualità. La ricerca scientifica e l'attenzione all'ambiente sono dentro l'energia stessa che Enel vuole diffondere. Un'energia senza confini! Un Parco didattico a tema.
L'informazione e la divulgazione sono alcuni degli obiettivi del Parco, dove saranno interattività, divertimento e stupore a rendere attraente la permanenza. L'isola Enel è stata pensata per accogliere con tutti i comfort chi decide di visitarla. Alcuni avatar accompagneranno i residenti nei diversi luoghi dell'isola. Naturalmente sarà possibile visitarla anche in piena autonomia, dato che tutti i luoghi sono facilmente riconoscibili (ma per ogni evenienza, esiste un punto centrale di accoglienza e orientamento). Second Life va ben oltre l'essere un fenomeno di comunicazione. Può essere anche un'innovativa modalità di interazione con determinati stakeholder, in particolare internazionali. Essere presenti nel mondo virtuale permette di presentare progetti e iniziative che oggi sono in fase di realizzazione o di studio. Sull'Isola di EnelPARK gli avatar entrano nel futuribile prossimo della ricerca e dell'innovazione che l'azienda sta perseguendo nel campo della generazione di energia e dell'ambiente.
La trasposizione di ogni progetto Enel è stata studiata per informare, spiegare, suggestionare, divertire. I livelli informativi sono stati differenziati per consentire a profili di ospiti diversi le informazioni più mirate. Le attrazioni sono state inserite in un contesto che prevede aree di divertimento, gare, visite guidate, spettacoli, possibilità di vincere premi, lavorare, ecc... EnelPARK verrà animato da eventi e manifestazioni, durante i quali verranno distribuiti dei gadget a tema.

ENEL.it
23 luglio 2007

COMDATA, IL NO PROFIT APPRODA SU SECOND LIFE
Comdata, azienda leader nella fornitura di soluzioni ad elevato valore aggiunto alle imprese, apre uno spazio su Second Life dedicato al Progetto Nazareth, un’importante iniziativa in sostegno alla popolazione di Nairobi.
L’annuncio coincide con la presentazione della città di Torino su Second Life realizzata dal Gruppo Gnosys, poiché tale spazio, una terrazza virtuale chiamata Comdata Roof Garden, è situato in Piazza San Carlo, dove nella realtà si trova la sede della Direzione Generale di Comdata. Il Comdata Roof Garden ospiterà da oggi i visitatori per informarli sul Progetto Nazareth e raccogliere donazioni in Lindendollari; un contatore automatico mostrerà in tempo reale l’incremento della cifra che, al cambio del denaro effettivo, servirà a realizzare attività a supporto del Nazareth Hospital di Nairobi, sostenendo così un progetto avviato da Comdata da diversi anni. Ad oggi, grazie al contributo di Comdata, è stata ultimata la costruzione del Nazareth Medical College, una scuola professionale destinata a formare personale sanitario, ed è stata inaugurata una nuova ala dell’ospedale che ospiterà una sala di rianimazione e terapia intensiva per la quale Comdata sta reperendo tutta l’attrezzatura necessaria.
Con questa iniziativa, per una volta, Second Life non rappresenta un’opportunità virtuale di relazione o di business aziendale, ma uno strumento per coinvolgere un pubblico più ampio intorno ad un obiettivo sociale, in cui la concretezza è un’esigenza reale ed immediata. Nei primi giorni di inaugurazione della Torino Virtuale un avatar Comdata sarà presente sulla terrazza per accogliere i visitatori ed illustrare il progetto, che ha anche un sito web dedicato (www.progettonazareth.org). Dopo la conclusione della maratona benefica, il Roof Garden continuerà ad ospitare iniziative di comunicazione quali concerti, mostre, conferenze.

LaStampa.it
19 luglio 2007

Realtà virtuale - Le auto dell’altro mondo
Si può “guidare” un modello prima che venga presentato.
E’successo con il concept Mazda Hakaze
La Citroèn C1 Deejay è uno degli ultimi modelli di auto sbarcati in Second Life. Da giovedì 21 giugno, infatti, su un atollo tropicale costituito da due isole (con immancabili palme, sdraio e ombrelloni) a forma dei due caratteri C e 1, gli “avatar” possono entrare, ovviamente in maniera virtuale, all’interno di una maxi C1, lunga una decina di metri e larga quasi cinque. E’ di fatto la citycar (virtuale) più grande del web: circa tre volte più dell’originale. L’immersione nel mondo virtuale consente agli automobilisti (reali) di vivere e conoscere la serie speciale di un modello di grande successo. Concretamente, non in modo virtuale in questo caso, considerato che nei primi cinque mesi di quest’anno sono state vendute in Italia quasi quindicimila C1, in aggiunta alle 23.300 immatricolate nel 2006.
Retto da regole e leggi specifiche, il mondo di Second Life si muove — proprio come nella vita reale — sotto la determinante influenza dell’economia. Un’economia virtuale, basata sulla divisa locale, il Linden Dollar (ce ne vogliono circa 250 per acquistare un dollaro US reale) e su un Prodotto Interno Lordo che si aggira sui 64 milioni di dollari.
Negli ultimi tempi SL si sta trasformando nel paradiso virtuale dell’industria automobilistica. E per più di un motivo. Ad aprire le ostilità era stata nel novembre del 2006 la Toyota, realizzando Scion City (Scion è una marca giovanilista, rivolta principalmente ai ragazzi americani, così come Lexus è il marchio di lusso del colosso giapponese), una città virtuale di SL dedicata proprio al marchio che furoreggia in California. Al centro continua a campeggiare un autosalone nel quale è possibile sedersi al volante dei modelli più recenti e perfino guidarli. Ovviamente in maniera virtuale. A marzo, al Salone di Ginevra, Mazda presentò la concept car Hakaze, ma già da qualche tempo nella sua isola di Nagare, nell’ambito SL, era possibile vederne la personificazione virtuale e perfino pilotarla.
Fra i marchi automobilistici più popolari già presenti su Second Life, non solo con show room e centri commerciali ma anche con fantasiose iniziative collegate, spiccano Mercedes (anche con i veicoli industriali), Bmw, Renault (nuova Twingo e Formula 1), Pontiac e Nissan, oltre alle citate Toyota e Mazda e alla Lancia, appena sbarcata in SL. Al di là dell’automobile, secondo un’accurata indagine realizzata in marzo dall’agenzia specializzata francese Reperes, a trarre i maggiori vantaggi dalla realtà virtuale, in termini di conoscenza del marchio e riscontri commerciali, sono i produttori di abbigliamento sportivo. Il prossimo traguardo nell’evoluzione tecnologica di SL, dovrebbe essere costituito dall’adozione di una valida tecnologia vocale, un settore al momento gravemente carente.
Ma mentre SL viene già utilizzata da molte multinazionali, non solo per far conoscere, provare e commercializzare i propri prodotti ma anche come mezzo supereconomico (“una iniziativa come questa per la C1 Deejay in Second Life costa molto meno meno dì una tradizionale campagna pubblicitaria in tv”, spiega Massimo Borio, direttore marketing di Citroèn Italia) per far realizzare corsi di training e formazione virtuali o multiconferenze virtuali. Second Life, quindi, non è soltanto uno strumento per far conoscere e fidelizzare marchi e prodotti, ma piuttosto un maxi giocattolo-laboratorio a grandezza naturale, dove molti essere umani cercano di costruire, con la fantasia (e l’elettronica informatica) quello che non possono (o non sanno) realizzare nella vita reale. Un po’ com’era accaduto più di due secoli fa allo scrittore francese Xavier de Maistre (1763-1852), che nel 1790, costretto a 42 giorni di arresti domiciliari imposti dalle autorità militari savoiarde per un vietatissimo duello, scrisse un originale libretto in 42 capitoli, uno per ogni giorno di coatta immobilità, intitolato “Il viaggio intorno alla mia camera”.
Spaziando con la mente e raccontando i suoi pensieri con andamento discorsivo e raffinato, evidenziava tante piccole scoperte ed osservazioni, in realtà alla portata di ogni attento osservatore, ma solitamente destinate a sfuggirci nella vita reale. Insomma, perfino Second Life ha un antesignano letterario, a riprova che non c’è quasi mai nulla di nuovo sotto il sole.

GIULIO MANGANO
La Stampa Dossier Più Motori On the Road 2007
29 giugno 2007

Il mensile ha aperto una redazione nel mondo virtuale. Con una festa danzante
Interviste, mostre del MoMa e chef “Style”è sbarcato su Second Life
MILANO — Giovedì all’inaugurazione hanno ballato tutti fino a tarda notte guidati dal dj Daniele Bossari, che ormai è un avatar di lungo corso. Da ieri centinaia di visitatori girano tra la mostra dedicata a Bernardo Bertolucci e il padiglione che ospita trailer e curiosità sul nuovo film dei Simpson. C’è chi si rilassa sul divano “Victoria and Albert” di Ron Arad e chi si rifà il look grazie ai consigli dei fashion editor. Dove? Sull' "isola" di Style - il mensile del Corriere della Sera dedicato agli uomini (e alle donne) attenti alle nuove tendenze - nel mare di Second Life. Il “Web al cubo”, il mondo virtuale in 3D dove ognuno è quello che vuole essere. Per arrivarci, basta digitare "stylemagazine" sul sito www.secondlife.com.
Esposizioni, dibattiti con scrittori e stilisti, lezioni di cucina dei più grandi chef internazionali. L’isola di Style è un laboratorio aperto. Le firme del giornale incontrano i protagonisti del design, della moda, della cultura e dello sport. Incontri virtuali, ma solo nella forma. Perché nella sostanza dietro ogni “avatar”, dietro ogni disegno animato tridimensionale, c’è l’ospite in carne e ossa, collegato via internet.
Un esempio? Paola Antonelli, curatore del dipartimento di design del MoMa di New York, presenterà qui in anteprima “edizioni ad hoc” delle sue esposizioni per il museo.
L’isola è stata disegnata da due architetti newyorkesi, Enrico Bonetti e Dominic Kozersld, come “un’ambiente a misura di avatar, sospeso nell’aria”. Poi è stata “costruita” da Max Ramaciotti di Second-Key, divisione del gruppo Key-One specializzata nella progettazione su “SL”. “Ho immaginato un ponte tra la fantasia e la realtà”, racconta. D’altronde su Second Life si può anche volare.
Oggi gli avatar in Italia sono 300 mila, nel mondo 8 milioni. Roba per iniziati? Sì, ma non solo. Chi è ancora fermo ai vecchio Web può visitare il blog styleonsl.com, che ospita anteprime, video, immagini e curiosità dall’isola. L’iniziativa di Style andrà avanti 12 mesi. “Poi decideremo cosa fare - spiega il vice direttore, Diamante d’Alessio, responsabile del progetto -. Magari allora la popolazione di Second Life sarà decuplicata. Ma è anche possibile che il fenomeno pian piano si spenga. La cosa importante, per noi, è sperimentare un nuovo modo di fare giornalismo”.

Come si arriva nell' “isola”
IN INTERNET: Ci sono due modi per entrare nell’isola di Style. Dal sito secondlife.com, cercando “stylemagazine”, o dal blog styleonsl.com

PAOLO BELTRAMIN
Corriere della Sera
14 luglio 2007

Panorama First, per primo su Second life
First, che in inglese vuol dire primo, è il primo magazine arrivato su Second life. Quello che potrebbe sembrare un gioco di parole è la sfida che Panorama First, il nuovo mensile di Panorama che sarà in edicola da venerdì 30 marzo, ha vinto, anticipando tutti i magazine italiani, sbarcando nel mondo virtuale più alla moda del momento. Una comunità che oggi conta 4,5 milioni di residenti che hanno deciso di costruirsi una seconda vita digitale. Gli “slifer”, così si chiamano gli abitanti di Second life, accedono a questo mondo immaginifico grazie a internet e vivono, camminano e interagiscono attraverso un alter ego virtuale che viene chiamato “avatar”: un doppio a tre dimensioni fatto di bit.
“Gli slifer potranno scoprire alcune pagine di First nella nostra avveniristica e trasparente edicola virtuale prima che il mensile arrivi, stampato su carta, nel mondo reale” anticipa Emanuele Farneti, che dirige il nuovo magazine della Mondadori. “Abbiamo voluto celebrare l’uscita del nuovo Panorama First con un’impresa che coincidesse con la missione del nostro giornale, essere dove le cose succedono e cercare di raccontarle prima degli altri”.
Di pagine su Second life, infatti, se ne sono scritte tante, ma quella che si potrà leggere sul prossimo Panorama First è una storia nuova. Mai, infatti, è stato raccontato come si fa a entrare in contatto con Aimee Weber, la stilista più quotata di questo mondo virtuale, per comprare un appezzamento del suo preziosissimo terreno a Midnight City, il quartiere più in di Second life, una specie di Manhattan fatta di bit. E pochi sanno che per costruire un palazzo bisogna rivolgersi a società e architetti che, pur vivendo in mondi artificiali, si fanno pagare in dollari reali (tanti); e che per documentare il tutto non basta fotografare lo schermo del pc, ma serve un reporter che scatti immagini a tre dimensioni direttamente dal cybermondo…
Anche se per sapere nel dettaglio la cronaca di questo sbarco bisognerà aspettare venerdì prossimo, ecco alcune anteprime. “Il Panorama First Building è una struttura alla Richard Meier o Peter Eisenman trasportata nell’universo virtuale” racconta l’avatar del realizzatore del progetto Shiryu Musashi, alias Giuseppe Nelva nella vita reale. “Per la sede di Panorama First” rivela Musashi “abbiamo dato vita a un minimalismo di lusso. La struttura, nella sua semplicità, con i serramenti in acciaio dai riflessi color bronzo, rende omaggio a Carlo Scarpa e a Mies van der Rohe. Il complesso poliedro trasparente che la sormonta è un velato omaggio al logo di Panorama, mentre il laghetto che la fronteggia vuol ricordare quello della sede reale della Mondadori disegnata dall’architetto brasiliano Oscar Ribeiro Niemeyer a Segrate”. Prestigiosi i vicini di casa, tra cui anche l’edificio del colosso televisivo americano Nbc.
L’evento per l’inaugurazione del Panorama First Building si terrà non in un locale reale, ma su Second life venerdì 30 marzo alle 21, ora italiana. All’evento, cui sono invitati tutti gli avatar dei lettori, saranno presenti le modelle (fatte di bit) dell’agenzia Aspire e Bianca Darling, titolare dell’agenzia stessa, e l’architetto Shiryu Musashi. Ricco il parterre di invitati vip, tra cui la milionaria Anshe Chung e Aimee Weber, proprietaria di Midnight City.
E a fare gli onori di casa sarà “Panorama First Writer”, l’avatar di Farneti.

Panorama.it
22 Marzo 2007 2007

Elegua (Second Life) - Gli ultimi (sul web) saranno i primi (su Second Life). Il Giornale è il primo quotidiano italiano ad «aprire» una sede nel mondo virtuale in tre dimensioni creato nel 2003 dalla Linden Lab, che oggi vanta oltre sette milioni di «abitanti», trecentomila dei quali sono italiani. Ormai Sl si è distinto dagli altri «mondi» 3d, definiti con l’impronunciabile acronimo inglese di Mmorpg (massive multiplayer online role playing game, come il celebre World of Warcraft), soprattutto grazie alla mancanza di un obiettivo di gioco contestualizzato: niente mostri da ammazzare. Lo scopo è vivere, appunto, una «seconda vita», privilegiando le relazioni e l’interazione tra utenti reali.
E mostrando spiccate potenzialità non solo per l’intrattenimento, ma anche per la comunicazione, la didattica. E il commercio. Perché una delle chiavi del successo di Second Life è la capacità di coniugare realtà virtuale ed economia «reale»: tanto per fare un esempio, ogni giorno gli utenti di Sl spendono quasi due milioni di dollari veri, che vengono convertiti in «Linden dollars». Fatale che le aziende fiutassero il business. Meno scontato, ma più significativo dell’ecletticità di questo ambiente tridimensionale, è che sbarcassero sul «web tridimensionale» istituzioni di ogni Paese. Ha cominciato la Svezia, inaugurando un’«ambasciata» su Sl. E l’Italia ha replicato a marzo scorso, quando la Farnesina ha aperto il primo Istituto italiano di cultura nel mondo virtuale. Negli ultimi mesi gli esempi si sono moltiplicati, dalla Biennale di Venezia all’Inpdap. E ora, a fare da apripista ai quotidiani italiani, ecco Il Giornale, sulla scia tracciata, all’estero, da alcuni giganti dell’informazione, come i network Nbc, Cbs, e l’agenzia Reuters, prima a scommettere sulla natura «mediatica» di Sl.
Da oggi, dunque, i lettori del Giornale avranno un nuovo punto d’incontro. La nostra sede «virtuale» si trova sull’isola di Elegua, e da oggi ospiterà in occasione del «battesimo» tre diverse mostre: una proiezione di photostory e video realizzati dalla redazione web del Giornale.it, una rassegna delle prime pagine «storiche», dalla fondazione, nel 1974, a oggi, e una selezione di vignette di Forattini.

MASSIMO MALPICA
Il Giornale.it
21 giugno 2007